Al termine del pareggio ottenuto contro il Milan, il tecnico del Sassuolo Alberto Aquilani ha analizzato la partita, mostrando soddisfazione per la prestazione ma anche qualche dubbio su un episodio specifico. L’allenatore ha infatti espresso perplessità riguardo a un gol annullato alla sua squadra, chiedendosi perché l’arbitro non abbia lasciato proseguire l’azione per poi valutare l’episodio con il VAR.
L’analisi della gara ha evidenziato due fasi distinte. “Secondo me siamo partiti bene, la prima mezz’ora è stata fatta molto bene”, ha spiegato l’allenatore. Successivamente, la squadra si è abbassata troppo, lasciando l’iniziativa al Milan e correndo rischi contro avversari di grande qualità.
Nonostante le difficoltà, Aquilani ha sottolineato un aspetto fondamentale della sua squadra: la maturità. “Nel secondo tempo la partita è stata diversa, ma credo che la cosa più importante sia la maturità di questa squadra, che ha capito che tipo di partita doveva fare”. Questa capacità di interpretare i vari momenti della gara è stata la chiave per reagire dopo lo svantaggio e per competere contro un avversario di alto livello come il Milan.
“Quando parlo di maturità intendo proprio questo: capire il momento della gara e giocare come serve”, ha proseguito il tecnico. “Nei momenti di difficoltà ci rifugiamo nelle nostre certezze e deve essere questa la nostra forza”. La consapevolezza di poter soffrire contro squadre più forti senza mai arrendersi è un punto d’orgoglio per l’allenatore, che ha visto un gruppo capace di lottare fino alla fine.
Dal punto di vista tattico, Aquilani ha distinto tra momenti di ordine e disordine. L’obiettivo è sempre quello di mantenere una struttura organizzata per creare spazi e linee di passaggio pulite per gli attaccanti. Quando la pressione avversaria non lo consente, si cercano soluzioni alternative come il gioco sugli esterni o la palla in profondità, ma l’ordine tattico rimane il presupposto per far emergere la qualità individuale.
Infine, l’allenatore si è soffermato sul ruolo di Sebastiano Esposito, offrendo una visione chiara del suo impiego futuro. “Lo vedo più come un nove o come un dieci, quindi con un’altra punta vicina o con un trequartista alle spalle”. Aquilani ha specificato di vedere il giocatore in una posizione centrale, poiché sugli esterni dispone già di alternative con caratteristiche diverse, e ha concluso con una previsione importante: “Secondo me, lui può diventare un grande numero nove”.




