Un gheppio è arrivato al centro di recupero fauna selvatica (Cras) Enpa di Savona in condizioni critiche lo scorso 26 ottobre, con poche certezze sul suo futuro.
L’esemplare presentava una grave lussazione all’ala sinistra e una microfrattura tra radio e ulna. Si tratta di lesioni particolarmente complesse da gestire in un rapace. Questi uccelli, infatti, sono notoriamente sensibili allo stress generato dalla cattività e mal sopportano le manipolazioni forzate, rendendo ogni intervento medico estremamente delicato.
La prognosi è stata fin da subito riservata. Per questa specie, anche una semplice fasciatura, se non studiata con la massima attenzione da personale esperto, può causare ulteriori traumi o, nel peggiore dei casi, compromettere in modo definitivo la capacità di volo.
Il team del Cras ha quindi scelto un approccio mirato e non invasivo. È stato adottato un protocollo di bendaggio specifico, appositamente studiato per ridurre al minimo lo stress per l’animale e, al contempo, favorire una corretta e naturale guarigione dell’arto lesionato.
Accanto al trattamento puramente clinico, si è rivelato fondamentale il lavoro svolto sul piano comportamentale e riabilitativo. Per un predatore, il recupero fisico non è sufficiente se non si preservano anche le sue abilità naturali, necessarie per la vita in libertà.
Per questo, gli operatori del centro hanno ricreato con la massima fedeltà possibile le condizioni dell’habitat del gheppio. È stata curata con attenzione l’alimentazione, fornendo prede vive idonee, un passaggio indispensabile non solo per il nutrimento e il recupero delle forze, ma anche per mantenere attivi e intatti gli istinti di caccia, cruciali per la sopravvivenza.
È seguito un percorso lungo e delicato, fatto di osservazione quotidiana, grande competenza veterinaria e pieno rispetto dei tempi biologici dell’animale. Ogni fase della degenza è stata affrontata con un obiettivo finale chiaro: restituire il volatile alla libertà solo quando fosse stato davvero pronto e pienamente autonomo.
Dopo settimane di cure e riabilitazione, il momento tanto atteso è finalmente arrivato. Il gheppio ha recuperato pienamente la funzionalità dell’arto ed è stato liberato, tornando a solcare i cieli del suo ambiente naturale.
«Ogni rilascio è una vittoria», hanno spiegato i volontari dell’Enpa di Savona. «È il risultato di un lavoro silenzioso ma costante, costruito con professionalità, dedizione e un profondo rispetto per il benessere e la dignità di ogni creatura selvatica».























