Serenissima: l’impatto ambientale è nella filiera

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sostenibilità aziendale
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Il Gruppo Serenissima Ristorazione ha presentato il suo primo Report di Sostenibilità, scegliendo di adottare in anticipo i nuovi e rigorosi standard di rendicontazione europei (Csrd). L’azienda, con sede a Vicenza, ha così misurato non solo il proprio impatto su ambiente e persone, ma anche l’influenza della sostenibilità sui risultati finanziari, coinvolgendo tutte le 14 società controllate in Italia, Spagna e Polonia.

Con un fatturato preconsuntivo superiore a 650 milioni di euro e oltre 11mila collaboratori, il gruppo serve circa 50 milioni di pasti all’anno. “Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità”, ha dichiarato Tommaso Putin, vicepresidente con delega alla sostenibilità, sottolineando come la misurazione permetta di definire priorità e agire in modo strategico.

Un passaggio chiave è stato il calcolo della Carbon Footprint di Organizzazione. L’analisi ha rivelato che le emissioni totali ammontano a 240.107 tonnellate di CO2 equivalente. Di queste, le emissioni dirette (Scope 1 e 2), derivanti da fonti proprie e dall’energia acquistata, rappresentano solo l’8%. La vera sfida ambientale, quindi, risiede nelle emissioni indirette (Scope 3), che costituiscono il restante 92% e provengono dall’intera catena del valore: dai fornitori di materie prime alla logistica, fino alla gestione dei rifiuti.

Per affrontare questa sfida, Serenissima Ristorazione ha avviato un percorso per coinvolgere attivamente i propri partner. L’azienda intende intervenire lungo tutta la filiera attraverso scelte di acquisto più consapevoli, una progettazione dei menu attenta all’impatto e la qualificazione ambientale e sociale dei fornitori. Sono previsti piani di controllo e audit specifici per i partner considerati critici, con l’obiettivo di migliorare la precisione del calcolo dell’impronta di carbonio di gruppo.

Inoltre, l’azienda ha incoraggiato l’uso di imballaggi riciclabili, riutilizzabili o realizzati con materiale riciclato. Laddove possibile, si privilegiano formati multi-porzione per ottimizzare i carichi e ridurre i trasporti. Per sostenere l’economia locale e abbattere le emissioni legate alla logistica, è stata valorizzata la scelta di fornitori del territorio.

Sul fronte dell’efficienza energetica, il Gruppo si è posto l’obiettivo di ridurre i consumi del 5%, pari a un taglio di circa 2.600 MWh, l’equivalente del consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane. Questo traguardo sarà raggiunto tramite interventi di efficientamento e sistemi avanzati di gestione dell’energia.

La dimensione sociale è un altro pilastro della strategia. La presenza femminile in azienda è molto forte, con il 73,4% del personale composto da donne e un significativo equilibrio nell’alta dirigenza (43% femminile). Questo impegno è stato riconosciuto con la certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022). Il gruppo ha pianificato analisi annuali delle retribuzioni e azioni mirate per ridurre eventuali disparità.

Infine, la redazione del report ha portato a un’evoluzione della governance aziendale. È stato istituito un Comitato Esg, guidato dal vicepresidente Putin, con il compito di integrare i valori ambientali e sociali in ogni decisione strategica, garantendo coerenza e una gestione efficace dei rischi lungo tutta la catena del valore.

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