Si è tenuto un importante confronto tra i vertici arbitrali e i rappresentanti delle 20 squadre di Serie A. L’appuntamento ha avuto luogo nella sala conferenze dell’International Broadcast Center di Lissone, un evento che era stato annullato nella precedente stagione. Presenti il designatore Daniele Orsato, il direttore tecnico Domenico Messina e l’intera commissione Aia.
L’invito è stato esteso a dirigenti, addetti e allenatori di tutti i club del massimo campionato. L’incontro è stato un’occasione fondamentale per analizzare gli episodi più discussi delle prime cinque giornate di campionato e per avviare un dialogo costruttivo sulle direttive arbitrali.
Il dibattito ha preso spunto da alcuni casi specifici che hanno generato polemiche. Tra questi, sono stati esaminati la convalida del gol di De Bruyne in Genoa-Napoli nonostante una spinta, il pugno di Jimenez a Bracaglia in Fiorentina-Frosinone e i rigori richiesti ma non concessi per falli di mano nelle partite Torino-Milan e Inter-Napoli.
Il punto centrale della discussione ha riguardato il bilanciamento tra l’aumento del tempo effettivo, un dato positivo, e la percezione di un minor intervento correttivo da parte del VAR su errori evidenti. Esempi recenti, come i mancati rigori per Oristanio in Bologna-Torino e Rowe in Juventus-Atalanta, hanno ulteriormente alimentato il dibattito su questo tema.
I numeri confermano questa nuova tendenza. La media delle revisioni a bordo campo (“On field review”) è crollata a una sola in questa prima parte di stagione, rispetto alle circa cinque dei due campionati precedenti. Anche il numero di rigori assegnati è diminuito drasticamente, passando dai 15 totali delle prime giornate delle scorse stagioni ai 5 attuali.
La linea del designatore Orsato e del direttore tecnico Messina, tuttavia, rimane ferma e chiara. L’arbitro in campo è al centro del progetto tecnico e la sua decisione è considerata sovrana, basata su ciò che vede o percepisce in tempo reale. Di conseguenza, la soglia per l’intervento del VAR deve essere mantenuta alta, limitandolo a correggere solo gli errori macroscopici e inequivocabili persi dal direttore di gara.
Nonostante la fermezza sulla linea intrapresa, il mondo arbitrale si è mostrato aperto al dialogo e al miglioramento continuo. Un nuovo incontro per tracciare un bilancio definitivo è già stato previsto per la fine della stagione, a conferma della volontà di mantenere un canale di comunicazione aperto con le società.







