Serie A, poker di sconfitte in Champions League

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Cronache Mercato
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Non era mai accaduto prima. Quattro squadre italiane hanno partecipato alla Champions League e quattro hanno perso nel medesimo turno, un precedente che non esisteva nella storia del nostro calcio. Un fatto che arriva in un momento di difficoltà generale del movimento.

Da qui, però, a dichiarare una crisi irreversibile il passo è lungo e spesso esagerato. È necessario, dunque, provare a mettere in fila gli avvenimenti con lucidità. Il Napoli ha subito una brutta battuta d’arresto in Spagna contro il Villarreal, mentre l’Inter, a San Siro, si è fatta battere dal Bruges.

Per i nerazzurri si tratta della settima sconfitta nelle ultime otto apparizioni europee. Il Como ha pagato la scelta di un ampio turnover perdendo in Olanda contro il Feyenoord. Infine, la Roma ha dominato il Real Madrid per ottanta minuti, ma è riuscita comunque nell’impresa di uscire sconfitta.

Esiste un filo conduttore? Con onestà intellettuale, è difficile trovarne uno. Si è trattato di quattro partite diverse, con cause distinte: un Napoli in evidente crisi d’identità, un’Inter con equilibri difensivi ancora da registrare, un Como che ha puntato sulle rotazioni e una Roma sfortunata o ingenua.

Cercare una spiegazione univoca sarebbe un esercizio sterile. Se proprio si vuole trovare un elemento comune, è la constatazione che non esistono più partite impossibili. Che si tratti di una squadra belga, olandese o di un’outsider spagnola, chiunque può battere chiunque. Le gerarchie, soprattutto in questa fase, sono molto meno definite di quanto si pensi.

Persino il Bayern Monaco ha perso malamente in Norvegia. I tempi in cui l’avversario di seconda fascia si presentava con timore reverenziale sono finiti. Il calcio europeo si è livellato, forse verso il basso ma soprattutto verso una maggiore parità. Chi non se n’era accorto ne ha avuto prova.

Detto questo, è fondamentale mantenere i piedi per terra. Bisogna ricordare cos’è diventata questa Champions. Nel primo anno del nuovo formato, il Paris Saint-Germain ha chiuso la fase a girone unico al quindicesimo posto, rischiando l’eliminazione fino alle ultime due giornate. Pochi mesi dopo, ha vinto la finale dominando.

Questo esempio dimostra che le singole partite, almeno fino a dicembre, hanno un peso relativo. Lo si capisce anche da come le squadre gestiscono le energie, ruotano i giocatori e calcolano i rischi. Il valore di un singolo risultato si è diluito in un percorso più lungo, elastico e perdonabile.

Quindi non si tratta di un’apocalisse per il calcio italiano. Si è trattato di un brutto doppio turno, e come tale va archiviato. Il calendario offrirà subito l’occasione per rimettere le cose a posto. Inter, Como, Roma e Napoli giocheranno tutte in casa. La possibilità di raccogliere un bottino importante di punti è concreta. Almeno sulla carta, che abbiamo appena imparato quanto poco valga.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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