Servizi energetici, mercato da 39 miliardi in Italia

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Servizi energetici
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Edison Next, ENGIE, Renovit e Veolia hanno presentato a Roma l’outlook “Energia per competere”, uno studio realizzato con il supporto di Bain & Company Italia. L’analisi ha offerto una visione aggiornata del settore dei servizi energetici, evidenziando il suo ruolo strategico per la transizione ecologica e la competitività delle imprese italiane.

Il rapporto ha fotografato un mercato che nel 2025 ha raggiunto un valore di circa 17 miliardi di euro. La Pubblica Amministrazione si è confermata il principale motore di spesa con 8 miliardi, investiti soprattutto in gestione, manutenzione e sviluppo di smart city. Segue il comparto industriale con 5 miliardi, focalizzati sulla generazione distribuita da fonti rinnovabili, e infine il settore terziario, che ha contribuito con 4 miliardi destinati in prevalenza all’efficientamento degli edifici.

L’analisi ha rivelato una maturità eterogenea tra i diversi attori. Il settore industriale è risultato più avanzato nel percorso di decarbonizzazione: il 53% delle imprese ha già avviato interventi di efficienza, contro appena il 18% del terziario. Le grandi aziende si sono dimostrate più strutturate, con il 75% che dispone di piani pluriennali di efficientamento, a differenza del 60% delle PMI. Tuttavia, la consapevolezza del valore strategico dell’efficienza è diffusa, riconosciuta dall’80% delle aziende energivore.

Le prospettive di crescita sono state definite rilevanti. Entro il 2030, il mercato potrà raggiungere un valore di circa 39 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuo fino al 18% in uno scenario di accelerazione. Questo sviluppo avrà un impatto significativo sull’economia nazionale: il contributo al PIL potrebbe triplicare, generando oltre 70 mila nuovi posti di lavoro diretti e circa 220 mila indiretti lungo l’intera filiera. Per le aziende, si prevedono risparmi energetici fino a 6 miliardi di euro l’anno.

Per sbloccare questo potenziale, lo studio ha identificato tre leve prioritarie. La prima è l’evoluzione degli operatori da semplici fornitori a partner strategici, in grado di gestire portafogli energetici complessi e attrarre capitali privati. La seconda leva è la creazione di un quadro regolatorio stabile e di lungo periodo, che semplifichi anche gli appalti pubblici orientandoli ai risultati. Infine, sarà cruciale migliorare la convergenza tra domanda e offerta, favorendo partnership e la connessione tra tutti gli attori della filiera, dalle imprese alle istituzioni, per trasformare la transizione in una reale opportunità di crescita per il Paese.

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