Settimana corta in Italia: un aiuto per il clima

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Sostenibilità lavorativa
Sostenibilità lavorativa

La settimana lavorativa di quattro giorni sta emergendo come una potente strategia a favore dell’ambiente. L’idea è semplice: lavorare un giorno in meno si traduce in una significativa riduzione degli spostamenti casa-ufficio, con un conseguente abbattimento delle emissioni di gas serra e dell’inquinamento atmosferico.

In Italia, diverse grandi aziende hanno già intrapreso questo percorso, dimostrando che la sostenibilità ambientale può andare di pari passo con il benessere dei dipendenti e la produttività. Il gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha introdotto un modello flessibile su base volontaria che include la settimana corta. Con l’adesione di oltre 25.000 persone, l’impatto potenziale sulla riduzione del traffico pendolare è notevole.

Anche nel settore del lusso si sono mossi i primi passi. EssilorLuxottica ha concesso a 1.500 lavoratori venti settimane all’anno con il venerdì libero, a parità di salario. Lamborghini, invece, ha concordato un modello che alterna settimane da quattro e cinque giorni. Ogni giorno in cui un dipendente non usa l’auto per recarsi al lavoro contribuisce a diminuire l’impronta ecologica collettiva.

Questi modelli organizzativi portano benefici che superano la sola riduzione delle emissioni dei trasporti. Mantenere gli uffici chiusi per un giorno in più alla settimana permette di tagliare drasticamente i consumi energetici legati a illuminazione, riscaldamento e condizionamento di grandi edifici. Società come Thun, che ha adottato la settimana di quattro giorni per 350 dipendenti, e Tria SpA, passata a 36 ore su quattro giorni, partecipano attivamente a questo risparmio energetico.

Altre realtà, come Lavazza e Toyota Italy, hanno sperimentato forme di flessibilità oraria che, pur non essendo sempre una settimana di quattro giorni pieni, contribuiscono ugualmente a ridurre le ore di presenza in sede e, di conseguenza, l’impatto ambientale complessivo.

Questa tendenza non è un’esclusiva italiana. In Europa, paesi come Belgio, Spagna, Portogallo e Regno Unito hanno già esplorato o implementato, in varie forme, la riduzione dell’orario lavorativo come misura con ricadute positive per il pianeta.

L’idea di ottimizzare il lavoro non è nuova. Già un secolo fa, Henry Ford ridusse la settimana lavorativa a cinque giorni per aumentare la produttività. Oggi, quello stesso principio viene riscoperto con una nuova, fondamentale motivazione: non solo migliorare l’efficienza aziendale, ma anche alleggerire il peso delle nostre attività sul clima e sull’ecosistema.

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