La Regione Siciliana ha lanciato il “Piano Sicilia Verde 2030”, un’iniziativa strategica finanziata con fondi del PNRR per fronteggiare l’avanzata della desertificazione. Il programma mira a invertire il processo di degrado del suolo che minaccia ampie zone dell’isola.
Il cambiamento climatico, con l’aumento delle temperature e la drastica riduzione delle piogge, ha messo a dura prova il fragile equilibrio del territorio. Dati recenti indicano che quasi due terzi del suolo regionale sono a rischio. Questa vulnerabilità è accentuata da decenni di sfruttamento intensivo delle risorse idriche e da pratiche agricole non sostenibili.
Il piano si basa su un duplice approccio. Da un lato, promuoverà l’agricoltura rigenerativa attraverso incentivi per tecniche come la semina su sodo e l’irrigazione a goccia, che migliorano la salute del suolo e riducono il consumo d’acqua. Dall’altro lato, prevede un vasto programma di riforestazione con specie autoctone resistenti alla siccità.
Saranno piantumati migliaia di alberi come carrubi, mandorli e ulivi, oltre a essenze della macchia mediterranea, per creare barriere naturali contro l’erosione e favorire la biodiversità. Questo intervento sistemico punta a ricostruire il capitale naturale della regione, non solo a tamponare l’emergenza.
“L’integrazione tra innovazione tecnologica e sapere agronomico tradizionale sarà la chiave del successo per rendere i nostri terreni di nuovo fertili e produttivi nel lungo periodo”, ha commentato il dott. Marco Bianchi, coordinatore del progetto.
Le prime azioni si concentreranno nelle aree più critiche, come l’entroterra agrigentino e la piana di Catania. Oltre al recupero ambientale, il progetto genererà nuove opportunità economiche nel settore della green economy, con percorsi di formazione specifici per gli agricoltori e la creazione di posti di lavoro qualificati nella gestione sostenibile del territorio.
“Sicilia Verde 2030” si configura come un modello di adattamento climatico per l’intero bacino del Mediterraneo. L’ambizione è quella di trasformare una minaccia in un’opportunità, rendendo l’agricoltura locale più resiliente e assicurando la tutela di un paesaggio inestimabile per le generazioni future. L’impatto delle misure sarà monitorato costantemente per calibrare gli interventi futuri.



















