Se Michael Kayode è arrivato a debuttare con un gol in Nazionale, parte del merito va anche ad Antonio Soda. L’allenatore, 62 anni, lo ha lanciato a soli 16 anni in Serie D con la maglia del Gozzano, riconoscendone subito il potenziale. Dopo la rete in Turchia, il giovane azzurro ha pubblicamente ringraziato il suo primo mentore.
L’ex tecnico ha raccontato il loro primo incontro: “La società, molto attenta al settore giovanile, mi presentò Michael. Mi sono bastati pochi minuti per capire che era di un’altra categoria e l’ho fatto giocare quasi subito”. Una fiducia ripagata immediatamente, nonostante la giovanissima età.
Le parole di gratitudine di Kayode hanno toccato l’allenatore. “Devo ammettere che mi hanno emozionato, non era da tutti ricordare il mio lavoro. In verità, io ho fatto solo ciò che era giusto: non soffocare il suo talento e lanciarlo. Ne è valsa la pena”.
All’epoca Kayode non aveva ancora un ruolo definito, poteva agire sia da esterno basso che alto. La sua versatilità, unita a velocità e forza fisica, lo rendeva una risorsa preziosa. Il suo esordio con il Gozzano è stato memorabile. “Alla prima partita, a Casale, si è procurato un rigore e ha salvato un gol sulla linea”, ha ricordato Soda.
Quella prestazione ha confermato la sua personalità. Kayode è stato un elemento chiave nella vittoria del campionato di Serie D, contribuendo alla promozione in Serie C con la rosa più giovane del girone. Riguardo agli insegnamenti trasmessi, Soda ha sottolineato il lavoro sulla tecnica, “che ora è di buon livello”, e sulla disciplina tattica.
“Penso che possa ancora crescere nella capacità di gestire i momenti della partita”, ha spiegato il tecnico. “È un esterno portato a spingere sempre, ma a volte è necessario saper rallentare”.
Un talento del genere ha attirato l’attenzione della Fiorentina, che però lo ha poi ceduto. Una scelta che Soda ha commentato con un velo di rammarico. “Da un lato mi chiedo come si possa lasciar partire un ragazzo italiano così forte. Dall’altro, capisco la logica economica: la Fiorentina in quel ruolo ha Dodô e per Kayode ha incassato 18 milioni. È un’operazione che ci poteva stare, ma io non l’avrei fatta”.
Soda ha avuto un ruolo importante anche nella crescita di altri giocatori, come Junior Messias. “Quando è passato dal Gozzano, giocando da mezz’ala avanzata nel 3-5-2, ha capito di poter essere un trequartista. Da lì è nata la sua ascesa verso il Crotone e poi il Milan”.
Infine, un giudizio positivo sul nuovo ciclo della Nazionale: “Mi piace che si punti sui giovani, ma tutto deve avvenire con gradualità. Mancini sta operando bene, inserendoli un po’ alla volta senza caricarli di troppe responsabilità”.












