Sonay Kartal, dall’infortunio alla semifinale a Wuhan

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Sport tennis
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Sonay Kartal ha compiuto un’impresa sportiva raggiungendo la semifinale del Masters 1000 di Wuhan. Partita come numero 170 del mondo e in tabellone grazie al ranking protetto, la tennista britannica ha superato avversarie di alto livello come Jasmine Paolini ed Elina Svitolina. Questa performance segna una straordinaria rinascita dopo un periodo estremamente difficile.

A inizio anno, quando era numero 54 del ranking, una frattura da stress alla schiena l’ha costretta a uno stop di oltre sei mesi. L’infortunio ha avuto un impatto devastante non solo sulla sua carriera, ma anche sulla sua vita quotidiana. Il dolore era diventato così acuto da impedirle di compiere azioni semplici, come stare in piedi per lavarsi i denti.

In una recente intervista, Kartal ha descritto quel periodo come mentalmente logorante. “Il tennis è tutto ciò che ho sempre conosciuto”, ha dichiarato, “Non poterlo praticare e sentirmi incapace è stato davvero duro”. I primi tre mesi di recupero sono stati lenti e frustranti, ma la tennista ha imparato la virtù della pazienza, una qualità fondamentale nel suo sport.

Gradualmente, ha iniziato a fare progressi significativi, tornando ad allenarsi e ritrovando il ritmo partita. La sua determinazione l’ha portata a un livello di gioco persino superiore a quello precedente all’infortunio, tanto da poter diventare la giocatrice con il ranking più basso di sempre a raggiungere una finale WTA 1000.

La sua storia è un esempio di tenacia. Di origini turche da parte del padre Muharrem, che possedeva un negozio di kebab a Brighton, Sonay si è avvicinata al tennis quasi per caso. Furono alcuni coach della federazione britannica (LTA), clienti abituali del locale paterno, a convincerla a intraprendere la carriera agonistica.

Cresciuta tennisticamente insieme alla coetanea Emma Raducanu, Kartal rappresenta un prodotto della classe operaia britannica che ha lottato per emergere, superando difficoltà e infortuni sin da giovane. La LTA l’ha inserita nei suoi programmi solo all’età di 19 anni, ma lei ha ripagato la fiducia con risultati importanti, come gli ottavi di finale a Wimbledon nel 2025.

Il suo percorso a Wuhan le ha già garantito il ritorno nella top 100 mondiale. In caso di approdo in finale, rientrerebbe persino tra le prime 50, annullando di fatto i mesi persi. La semifinale contro Jelena Ostapenko rappresenta ora un’opportunità per coronare un sogno e incidere il proprio nome nel tennis che conta.

La sua forza di volontà, simboleggiata anche dai quasi venti tatuaggi motivazionali, è il motore che l’ha portata dal Sussex fino ai vertici del circuito asiatico. Un percorso compiuto con un mantra chiaro: “Bisogna essere sempre sé stessi, senza seguire gli stereotipi”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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