Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha evidenziato con efficacia i vantaggi della transizione ecologica del suo paese. Durante un recente periodo di crisi internazionale, che ha causato un’impennata dei costi del petrolio e del gas, il mercato energetico iberico ha mostrato una resilienza eccezionale.
In quelle settimane critiche, il prezzo dell’energia in Spagna si è attestato intorno ai 14 euro per megawattora. Un valore nettamente inferiore rispetto ai circa 100 euro per megawattora registrati in nazioni come Italia, Francia e Germania. Questa enorme differenza, come sottolineato da Sánchez, non è stata un caso, ma il frutto di scelte strategiche precise.
La spiegazione risiede nella composizione del mix energetico spagnolo. I prezzi dell’elettricità all’ingrosso vengono definiti ora per ora e sono influenzati da domanda, offerta e, soprattutto, dal costo della fonte di produzione più onerosa in quel momento, che è quasi sempre il gas naturale. La Spagna, tuttavia, è riuscita a mitigare questo meccanismo grazie a una massiccia produzione da fonti pulite.
Con una quota di energia solare ed eolica che supera il 60% della produzione totale, il sistema spagnolo può fare a meno delle centrali a gas per molte ore al giorno. Quando il sole splende e il vento soffia, l’abbondanza di elettricità a costo marginale zero abbatte il prezzo all’ingrosso per tutti, proteggendo il mercato dalla volatilità dei combustibili fossili.
Questo vantaggio competitivo è il risultato di una visione politica a lungo termine. Dal 2019, la Spagna ha di fatto raddoppiato la potenza installata proveniente da parchi eolici e impianti fotovoltaici, accelerando un percorso che ora sta dando i suoi frutti in termini economici e di sicurezza. Un’azione decisa che ha permesso al paese di affrontare le recenti turbolenze globali da una posizione di forza.
Il modello spagnolo rappresenta quindi una lezione fondamentale per il resto d’Europa. Dimostra concretamente che un investimento massiccio e rapido nelle tecnologie verdi non è solo un imperativo ambientale, ma anche la via maestra per raggiungere la stabilità dei prezzi e ridurre la dipendenza da fornitori esteri. Per paesi come l’Italia, ancora legati a doppio filo al gas, l’esempio iberico indica una direzione chiara per un futuro energetico più sicuro e sostenibile.


















