NAPOLI – A inizio marzo un blitz ha assestato un duro colpo al cartello Mazzarella-Giuliano nel centro storico, con un’ordinanza cautelare che ha raggiunto nove persone e colpito duramente i quadri del gruppo. Questo potenziale indebolimento del cartello, che ha il suo quartier generale nei vicoli dei Decumani, rappresenta un primo elemento sul quale lavorano i carabinieri. A marzo le indagini della squadra mobile avevano infatti portato alle misure cautelari anche per figure ritenute ai vertici tra cui Luigi Giuliano, detto ‘a zecchetella’, oltre a Giuseppe Del Prete (fermato poche settimane fa), e Daniele Giuliano. Dagli atti emerge una vera e propria pax mafiosa tra i Giuliano e i Mazzarella: un tempo acerrimi nemici, i Giuliano sarebbero tornati a operare stabilmente a Forcella come articolazione territoriale del cartello con base a San Giovanni a Teduccio.
L’accordo per il controllo del centro storico
Un accordo strategico, lontano dai tempi della faida promossa dalla paranza dei bambini guidata dai Sibillo, nato con il preciso scopo di blindare l’area dei Decumani, della Duchesca e della Maddalena contro la temuta espansione dell’Alleanza di Secondigliano e in particolare del clan Contini del Vasto.
Le indagini, supportate dalle rivelazioni del pentito Salvatore Giuliano ‘o russ’, avevano documentato come i Giuliano mantenessero uno stretto legame con i vertici dei Mazzarella e con la costola dei Ferraiuolo.
Le ipotesi dopo gli spari a Forcella
Proprio l’azzeramento di questi vertici operativi potrebbe aver incrinato la tregua, aprendo voragini di potere nei vicoli dove tornano a farsi strada le giovanissime nuove leve legate ai cognomi storici degli anni ‘80 e ‘90. Gli investigatori dell’Arma valutano se il recente attacco sia il sintomo di una spaccatura tra le storiche famiglie dopo il blitz o un’incursione dei rivali del Vasto per approfittare del momento di fragilità.
A riferire del nuovo assetto del clan Giuliano è stato Salvatore Giuliano o’ russ, divenuto collaboratore di giustizia. Nel corso dell’interrogatorio il 24 giugno 2021, ha riferito di essere stato messo a conoscenza, mentre era detenuto e prima che decidesse di collaborare con la giustizia, che i Mazzarella avessero convocato alcuni dei Giuliano per trovare un accordo.







