Le spiagge italiane affrontano una minaccia concreta. La crisi climatica innalza il livello del mare, mentre le mareggiate sempre più intense aggravano l’erosione. A questo si aggiunge l’impatto di infrastrutture ed edifici costieri. Secondo il rapporto “Sunken Landscapes”, circa il 20% dei nostri arenili potrebbe essere sommerso o ridursi drasticamente entro il 2050 in assenza di strategie di difesa efficaci.
I fattori che hanno causato questa situazione sono chiari. L’aumento del livello marino ha reso più frequenti gli allagamenti. L’erosione accelerata ha sottratto sabbia, indebolendo dune e litorali. Infine, l’impatto delle attività umane, con costruzioni invasive, ha ridotto lo spazio vitale della spiaggia e la sua capacità di rigenerarsi naturalmente.
La mappa del rischio attraversa tutta la penisola. Nell’Alto Adriatico, Trieste, Lignano e Grado sono vulnerabili a causa delle coste basse e dell’urbanizzazione. Il Delta del Po, tra Veneto ed Emilia-Romagna, vive un equilibrio millimetrico tra terra e acqua, minacciato dall’ingressione salina. Anche la laguna di Venezia è diventata più fragile.
Spostandosi sul Tirreno, la costa pisana ha mostrato arretramenti evidenti. In Maremma, la bellezza di dune e pinete è a rischio se non verrà protetta dal degrado. Più a sud, il litorale romano tra Fiumicino e Ostia si presenta frammentato, con frequenti allagamenti durante le mareggiate.
Nel Sud Italia, il Golfo di Gaeta vede minacciata la sua economia turistica. Sul Gargano, in Puglia, le mareggiate possono assottigliare rapidamente gli arenili. In Sardegna, spiagge come il Poetto di Cagliari e il litorale di Oristano hanno perso terreno a causa della combinazione tra avanzata del mare e mancanza di interventi mirati.
Per proteggere le coste in modo efficace non basteranno più soluzioni tampone. Le strategie future dovranno basarsi su tre pilastri: spazio, natura e regole. Sarà necessario ridare spazio alla spiaggia, pianificando arretramenti controllati delle strutture nelle aree più fragili e vietando nuove costruzioni vicino alla battigia.
Sarà inoltre fondamentale proteggere e ripristinare le barriere naturali come le dune. La gestione dovrà diventare più intelligente, con pulizie meno invasive e ripascimenti realizzati solo con sabbie compatibili e monitorati nel tempo. Il successo dipenderà da una programmazione integrata che coinvolga comuni, regioni e comunità locali.





















