Spoleto si prepara a diventare il centro della geologia italiana. Dal 18 al 20 febbraio 2026, la città ospiterà il convegno “Lotti 2026: cento anni di ricerche geologiche in Umbria”, un appuntamento scientifico di grande rilevanza che celebrerà un secolo dalla pubblicazione della fondamentale “Descrizione Geologica dell’Umbria” di Bernardino Lotti.
L’opera, data alle stampe nel 1926, ha rappresentato una pietra miliare per la comprensione del sottosuolo non solo umbro ma dell’intera catena appenninica. Lotti, con i suoi studi pionieristici, ha gettato le basi per generazioni di geologi, fornendo una mappa dettagliata e un’analisi strutturale che ancora oggi costituiscono un punto di riferimento essenziale.
Il convegno avrà un duplice obiettivo. Da un lato, si ricostruirà l’evoluzione delle conoscenze geologiche accumulate nell’ultimo secolo nell’area umbro-marchigiana, ripercorrendo le tappe salienti delle scoperte scientifiche. Dall’altro, si farà il punto sugli sviluppi più recenti e si delineeranno i problemi ancora aperti, indicando le direzioni per le future indagini.
L’Umbria, definita dagli stessi organizzatori una vera e propria “palestra di geologia”, è un laboratorio naturale unico. La sua complessa tettonica, caratterizzata da faglie attive e da una notevole sismicità, ha permesso di sviluppare modelli per la mitigazione del rischio sismico che hanno trovato applicazione a livello globale. L’evento del 2026 sarà anche l’occasione per analizzare le lezioni apprese dai recenti terremoti che hanno colpito l’Italia centrale.
Le tematiche affrontate non si limiteranno alla geologia strutturale. Si parlerà anche di idrogeologia, con un focus sulla gestione sostenibile delle abbondanti risorse idriche della regione e sulla protezione degli acquiferi dall’inquinamento e dagli effetti del cambiamento climatico. Verranno esplorate le connessioni tra geologia, risorse energetiche rinnovabili, come il geotermico, e la conservazione del patrimonio naturale. Le indagini geologiche sono infatti diventate uno strumento indispensabile per la pianificazione territoriale e la prevenzione dei dissesti idrogeologici.




















