Con la nuova legge di Bilancio, che ha ricevuto l’ok del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che si prepara a essere discussa alla Camera dei Deputati, cambia anche il metodo di calcolo degli stipendi dei magistrati. La novità viene introdotta dall’articolo 67 del disegno di legge.
Due le principali novità. La prima: mentre prima per tutti i dipendenti pubblici gli aumenti di stipendio venivano calcolati in base ai dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, ora si farà una distinzione per gruppi. L’Istat farà una media conferendo ai gruppi più numerosi un peso maggiore nel computo rispetto ai dati relativi ai gruppi meno numerosi.
La seconda novità: gli arretrati corrisposti per i contratti che sono stati rinnovati in ritardo non verranno più considerati ai fini del calcolo degli aumenti. Prima, invece, questi arretrati venivano tenuti in considerazione, per cui gli importi venivano di fatto commisurati al doppio della relativa somma. Un fattore che determina aumenti più marcati, per i magistrati, rispetto agli altri dipendenti pubblici.


















