Superbonus, maxi sequestro da 38 milioni: 11 indagati, tra i coinvolti un ex assessore di Aversa

L'inchiesta sul Superbonus 110% per i lavori nei condomini di Castel Volturno: undici indagati tra imprenditori, proprietari e professionisti

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Palazzo Marina, una delle strutture finite sotto la lente della guardia di finanza, e nel riquadro Raffaele Pizzi, ex assessore di Aversa
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Crediti fiscali milionari ottenuti, secondo la Procura, grazie a lavori agevolati dal Superbonus 110% su immobili ritenuti abusivi. È il cuore dell’inchiesta, condotto dalla guardia di finanza di Mondragone, che ha portato il gip Maria Pasqualina Gaudiano a disporre un sequestro preventivo da oltre 38 milioni di euro. Nel mirino due società, Edil Tekno Consulting Group Spa e Costruttori Normanni Scarl, e undici indagati, tra imprenditori, proprietari e professionisti.

Il provvedimento, disposto su richiesta della Procura di S. Maria Capua Vetere, riguarda interventi edilizi a Castel Volturno, in particolare Palazzo Marina e diversi fabbricati di Parco Valentina e Parco Rondini, nella zona di Villaggio Coppola. Secondo gli investigatori, attraverso documentazione tecnica e attestazioni ritenute non veritiere sarebbero stati ottenuti benefici fiscali non spettanti su edifici privi di validi titoli edilizi.

Il presunto sistema prevedeva la generazione dei crediti d’imposta, il loro trasferimento alle imprese attraverso lo sconto in fattura e la successiva monetizzazione mediante cessioni a operatori finanziari.

Due i sequestri disposti: 30.340.337,56 euro a carico della Edil Tekno e 7.848.946,46 euro nei confronti della Costruttori Normanni. In caso di incapienza, il giudice ha previsto il sequestro per equivalente sui beni di Luigi Imparato e Raffaele Pizzi, entro i rispettivi importi.

Proprio Pizzi, 53 anni, conosciuto come Massimo, è un volto noto della politica aversana: è stato assessore comunale nella giunta guidata da Giuseppe Sagliocco. Tecnico asseveratore e componente del consiglio di amministrazione della Costruttori Normanni, risponde di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica.

Tra gli indagati figura Luigi Imparato, 50 anni, nato a Pimonte, amministratore della Edil Tekno, al quale viene contestato anche l’autoriciclaggio.

Nell’inchiesta compaiono inoltre Claudio Moccia, 66 anni, Luigi Moccia, 42, Fabio Moccia, 33, Pietro Moccia, 39, e Mariagrazia Granillo, 64, tutti nati a Napoli. Le loro posizioni riguardano Palazzo Marina e le presunte irregolarità nell’accesso alle agevolazioni.

Coinvolti anche Maurizio Nicolucci, 64 anni, e Arianna De Francesco, 39, entrambi nati a Napoli; Renato Sicignano, 56, nato a Pompei, e Francesco Donnarumma, 76, nato a Castellammare di Stabia. Per gli indagati vengono ipotizzate, a diverso titolo, truffe aggravate e false attestazioni.

Il gip ha accolto soltanto parte delle richieste della Procura. Le contestazioni restano ipotesi accusatorie e per tutti vale la presunzione di innocenza.

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