Suwarso fissa gli obiettivi: “Il Como sarà sostenibile”

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Cronache sport calcio
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Il Como ha conquistato una qualificazione per le coppe europee per la prima volta in 119 anni di storia. Dietro il successo della squadra guidata in panchina da Cesc Fabregas c’è la visione di Mirwan Suwarso, presidente del club, che ha delineato le strategie per il futuro.

Un percorso che partirà dallo stadio Sinigaglia, confermato come sede delle partite europee. “Speriamo di completare il progetto di ristrutturazione per la fine dell’estate”, ha dichiarato Suwarso, aggiungendo che “i lavori possono iniziare subito dopo l’ultima partita di campionato”. Riguardo al tipo di competizione, il presidente ha mantenuto un profilo pragmatico: “Vogliamo arrivare più in alto possibile, ma ci prendiamo quello che la vita ci dà. L’unico nostro obiettivo è fare meglio dell’anno precedente”.

Sul fronte del calciomercato, la proprietà non attuerà una rivoluzione. “Abbiamo già un’identità forte, il grosso della rosa c’è”, ha spiegato il presidente. Si prevedono operazioni mirate, ma la priorità sarà gestire i 23 giocatori di ritorno dai prestiti per rendere sostenibile il mercato. La ricerca di talenti italiani è una costante, ma complessa: “Sono molto costosi e non possiamo pagarli in modo dilazionato”. Suwarso ha citato profili apprezzati come Orsolini e Cambiaghi, specificando però le difficoltà economiche. Per la permanenza di Nico Paz, invece, tutto dipenderà dalle decisioni del Real Madrid.

Alle critiche su una crescita resa facile dalle ingenti risorse economiche, Suwarso ha risposto con fermezza. “È chiaro che i soldi aiutano, ma il calcio è pieno di esempi dove questa equazione non ha funzionato. Il focus non è vedere come si spendono le risorse, ma rendere un club profittevole e sostenibile”. L’obiettivo, ha concluso, è raggiungere questo traguardo “nei prossimi due o tre anni”.

Il presidente ha inoltre elogiato il sistema calcio italiano, descrivendolo come ospitale e collaborativo, menzionando i buoni rapporti con dirigenti come Marotta, Fenucci e De Laurentiis. Questo approccio aperto è stato un punto di forza. “Il nostro essere ‘naif’ ci ha permesso di imparare tutto e porci molte domande”, ha affermato. Tale mentalità si riflette nel modello di business del club, che ha registrato una crescita globale di oltre il 100%. In particolare, Suwarso ha sottolineato lo sviluppo del merchandise e del “multi-club servicing model”, un sistema che offre know-how e servizi ad altri tredici club nel mondo, con l’ambizione di espandere ulteriormente i ricavi.

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