Terre rare: a Milano un convegno sulla geopolitica

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Terre rare
Terre rare

Il prossimo 17 marzo 2026 l’Auditorium Giorgio Squinzi di Assolombarda, a Milano, ospiterà il convegno “Geopolitica e Terre Rare”. L’evento riunirà esponenti del mondo politico, economico e finanziario per affrontare un tema nevralgico per il nostro futuro: la dipendenza strategica dai metalli rari e le sue implicazioni ambientali e geopolitiche.

Le terre rare, un gruppo di 17 elementi chimici, sono componenti indispensabili per la rivoluzione verde. Senza di esse, non esisterebbero i potenti magneti permanenti dei motori per le auto elettriche o delle turbine eoliche, né le tecnologie avanzate utilizzate nei pannelli fotovoltaici e nell’elettronica di consumo. La transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio dipende, paradossalmente, da questi materiali.

La criticità non risiede solo nella loro importanza tecnologica, ma anche nella loro catena di approvvigionamento. Attualmente, l’Europa importa oltre il 95% del suo fabbisogno, con la Cina che detiene un quasi monopolio sulle fasi di raffinazione e lavorazione. Questa forte dipendenza espone il continente a rischi enormi, legati a possibili interruzioni delle forniture o all’uso di queste risorse come strumento di pressione politica, minando la sicurezza industriale e strategica dell’Unione Europea.

Inoltre, l’estrazione delle terre rare presenta un conto ambientale molto salato. I processi minerari sono altamente inquinanti: richiedono l’uso di grandi quantità di acidi e altre sostanze chimiche tossiche che, se non gestite correttamente, possono contaminare falde acquifere e terreni. Spesso, i minerali grezzi contengono anche elementi radioattivi come l’uranio e il torio, la cui gestione come scarti di lavorazione rappresenta un’ulteriore sfida ambientale e sanitaria per le comunità locali.

Il convegno milanese affronterà proprio questo intreccio di problemi. Sul tavolo ci saranno le strategie per ridurre la dipendenza esterna, come il potenziamento del riciclo di prodotti elettronici a fine vita, un’attività ancora poco sviluppata ma dal potenziale enorme. Si discuterà anche di investimenti in ricerca e sviluppo per trovare materiali sostitutivi e di nuove tecnologie di estrazione a basso impatto ambientale.

L’incontro si concluderà con la formulazione di proposte concrete rivolte al governo italiano e alle istituzioni europee. L’obiettivo è tracciare una rotta per garantire all’Italia e all’Europa un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche, un passo fondamentale per realizzare una transizione ecologica che sia non solo verde, ma anche giusta e strategicamente autonoma.

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