Toscana: nuovo progetto per salvare la posidonia

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Praterie sottomarine
Praterie sottomarine

È partito nell’Arcipelago Toscano un ambizioso programma di restauro ambientale. L’obiettivo è il ripristino delle praterie di Posidonia oceanica, ecosistema fondamentale per la salute del Mediterraneo. Il piano, finanziato con fondi europei, si concentrerà nelle acque protette dell’Isola d’Elba e di Capraia.

Le ‘foreste sommerse’ del nostro mare hanno subito un drastico declino negli ultimi decenni. Le cause includono l’ancoraggio selvaggio, la pesca a strascico illegale e l’inquinamento costiero. A questi fattori si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico, come l’aumento della temperatura dell’acqua, che minacciano la sopravvivenza della specie.

La perdita di queste praterie ha conseguenze gravi. Comporta una diminuzione della biodiversità, poiché la posidonia offre rifugio e nutrimento a centinaia di specie, e accelera l’erosione delle coste. Le sue lunghe foglie, infatti, smorzano l’energia del moto ondoso, mentre l’apparato radicale compatta i fondali, proteggendo le spiagge.

La novità dell’iniziativa è l’approccio tecnologico. Il team utilizzerà ‘biostuoie’ biodegradabili su cui verranno innestate giovani talee di posidonia, coltivate in laboratorio. Queste strutture, una volta posizionate sul fondale, si degraderanno nel tempo, permettendo alle piante di attecchire in modo naturale e stabile.

Un ruolo chiave sarà svolto dai droni subacquei. Saranno impiegati per mappare le aree più idonee al reimpianto e per monitorare la crescita delle nuove praterie. Questo sistema permetterà di raccogliere dati in tempo reale sull’attecchimento e sulla salute delle piante, ottimizzando gli interventi e riducendo l’impatto umano sull’ambiente marino.

“Non è solo un intervento di conservazione, ma un investimento per il futuro del nostro mare e delle nostre coste”, ha dichiarato la dottoressa Elena Ricci, a capo del progetto. “Se i risultati saranno positivi, questo modello potrà essere replicato in altre aree critiche del Mediterraneo, contribuendo alla lotta contro la crisi climatica”.

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