Circa un decennio fa, un centrocampista inglese incantava l’Europa con la maglia del Tottenham. Considerato uno dei maggiori talenti della sua generazione, si era imposto al fianco di campioni come Harry Kane e Heung-min Son, guadagnandosi paragoni con Steven Gerrard. Quel potenziale, però, non ha trovato una piena consacrazione.
A trent’anni, il calciatore si ritrova senza squadra, in attesa di un progetto convincente dal quale poter ripartire dopo che i riflettori sulla sua carriera si sono progressivamente spenti. Alla base della sua mancata esplosione definitiva ci sono stati un rendimento discontinuo e una serie di infortuni che ne hanno frenato l’ascesa. Il suo apice con la maglia degli Spurs è arrivato nella stagione 2016-17, chiusa con 22 reti in 50 presenze, trascinando la squadra al secondo posto in Premier League.
Da quel momento, il suo livello non è più tornato lo stesso. Il trasferimento all’Everton nel gennaio 2022 ha segnato l’inizio di una fase discendente, proseguita con un’esperienza in prestito in Turchia al Besiktas. Rientrato ai Toffees, ha lottato con gravi problemi fisici che lo hanno tenuto a lungo lontano dal campo, fino alla scadenza del suo contratto.
La sua vita, tuttavia, è stata segnata da traumi profondi che ne hanno inevitabilmente condizionato il percorso. In una recente e coraggiosa intervista, ha rivelato un’infanzia drammatica: “A 6 anni sono stato molestato da un’amica di mia madre, che era un’alcolizzata. A 7 anni ho iniziato a fumare, a 8 a spacciare droga”.
Ha raccontato di come da bambino venisse usato per il trasporto di sostanze illegali, sfruttando la sua giovane età per non destare sospetti. Il punto più buio è arrivato a 11 anni, quando un vicino di casa lo ha minacciato di morte, facendolo penzolare da un ponte. Queste esperienze hanno lasciato cicatrici indelebili.
Una via d’uscita è arrivata grazie ad Alan e Sally Hickford, i genitori di un compagno di squadra al MK Dons che lo hanno accolto in casa, permettendogli di concentrarsi sul calcio. La sua carriera è decollata proprio dal MK Dons, prima del grande salto al Tottenham. Nonostante il successo, il peso del passato è rimasto una costante, tanto che a soli 24 anni ha confessato di aver pensato al ritiro.
Dopo l’esperienza in Turchia, ha preso la decisione di entrare in una struttura di riabilitazione per affrontare le sue dipendenze e i traumi psicologici. La partita più importante, per sua stessa ammissione, si gioca ora fuori dal campo: la priorità assoluta è diventata la salute mentale, in attesa di poter tornare a sorridere inseguendo un pallone.









