Toyota ha annunciato un’importante iniziativa nel campo della sostenibilità e dell’economia circolare: la costruzione di una nuova “Circular Factory” a Wałbrzych, in Polonia. La struttura, che si estenderà su 25.000 metri quadrati, sorgerà accanto all’attuale stabilimento produttivo del colosso giapponese.
L’obiettivo principale del nuovo polo sarà quello di trasformare i rifiuti automobilistici in risorse di valore, applicando i tre principi fondamentali dell’economia circolare: riduzione, riutilizzo e riciclo. Si stima che l’impianto sarà in grado di processare circa 20.000 veicoli giunti a fine vita ogni anno, rappresentando un passo concreto verso un modello di business più sostenibile.
La fabbrica di Wałbrzych non opererà come un semplice centro di demolizione, ma come un avanzato polo di recupero e conversione. Il processo, studiato per massimizzare l’efficienza, seguirà diverse fasi. In primo luogo, i componenti critici come batterie e pneumatici verranno attentamente analizzati per valutare la possibilità di rigenerarli e reintrodurli sul mercato come ricambi originali.
Successivamente, l’impianto procederà con l’estrazione di materiali strategici. Rame, acciaio, alluminio e plastica verranno separati e purificati secondo standard elevati, rendendoli pronti per essere reintegrati nel ciclo di produzione di nuove vetture. Questa sinergia industriale amplierà le attività del sito polacco, già specializzato nella produzione di propulsori ibridi, creando un ecosistema integrato tra manifattura e recupero.
“Questa è la nostra seconda Circular Factory in Europa dopo quella di Burnaston, nel Regno Unito”, ha dichiarato Leon van der Merwe, Vicepresidente per l’Economia Circolare di Toyota Motor Europe. “Abbiamo scelto la Polonia per il suo forte potenziale di mercato nell’approvvigionamento di veicoli fuori uso e per la solida infrastruttura produttiva già presente”.
Per Toyota, la circolarità non rappresenta soltanto una scelta etica, ma un asset strategico fondamentale. In un contesto economico segnato dalla forte volatilità dei prezzi delle materie prime e dalle crescenti tensioni nelle catene di approvvigionamento globali, la capacità di estrarre metalli e polimeri dalle proprie auto a fine vita si trasforma in un vantaggio competitivo cruciale.
Ridurre la dipendenza da risorse vergini consente inoltre di abbattere in modo significativo le emissioni di gas serra lungo l’intera catena del valore (le cosiddette emissioni di Scope 3). Questo approccio rende il traguardo della neutralità carbonica, un obiettivo primario per l’azienda, più vicino e concreto.
Dopo aver stabilito un primo modello di riferimento con l’apertura del sito britannico, Toyota punta a replicare questo schema in altri mercati chiave del continente europeo. La visione è chiara: abbandonare il tradizionale modello di business lineare “produci-vendi-smaltisci” per abbracciare un’economia circolare, in cui il valore di un prodotto non si esaurisce mai del tutto.



















