Un colpo di vento improvviso ha trasformato il vostro ombrello in un rifiuto ingombrante? Questo oggetto di uso comune, composto da tessuto sintetico, plastica e metallo, rappresenta una sfida per il riciclo e spesso finisce per inquinare le nostre città. Da questa problematica è nata R-Coat, un’iniziativa imprenditoriale che unisce design e un profondo impegno per l’economia circolare, dando una seconda vita a migliaia di parapioggia destinati alla discarica.
L’idea è scaturita nel 2018 dalla mente di Anna Masiello. Mentre frequentava un Master in sostenibilità ambientale a Lisbona, è rimasta colpita dall’enorme quantità di ombrelli rotti abbandonati sui marciapiedi. In quel momento ha intuito il potenziale di quel materiale resistente e impermeabile. Senza alcuna esperienza nel cucito, ma armata di determinazione e grazie a un tutorial online, ha smontato un ombrello e ha creato un prototipo di impermeabile, gettando le basi per un brand di moda sostenibile.
È nato così R-Coat, marchio con sede legale a Trieste che ha fatto del riuso creativo la sua missione principale. L’azienda recupera ombrelli non più funzionanti per trasformarli in una collezione unica di capi di abbigliamento, accessori e persino gioielli. Il processo è tanto ingegnoso quanto meticoloso: il tessuto in poliestere degli ombrelli viene pulito, sanificato e utilizzato per confezionare giacche, cappellini antipioggia e borse. Nulla viene sprecato: le parti metalliche della struttura, come le stecche e le aste, vengono rielaborate per diventare orecchini e collane dal design originale.
La produzione di ogni pezzo si svolge in un piccolo atelier artigianale in Portogallo. Qui, abili artigiani si occupano di tutte le fasi, dal recupero dei materiali alla loro trasformazione, lavorando con cura e una grande attenzione per i dettagli. Questa scelta garantisce non solo un’alta qualità del prodotto finale, ma anche il rispetto di standard etici del lavoro. Ogni creazione è di fatto un pezzo unico, irripetibile, poiché le diverse colorazioni e fantasie dei tessuti di partenza conferiscono a ogni articolo una storia e un’identità proprie, in netto contrasto con la produzione di massa.
Per alimentare questo virtuoso ciclo di recupero, R-Coat ha istituito una rete di punti di ritiro. Chiunque abbia un vecchio ombrello rotto può contribuire alla causa lasciandolo in uno dei centri di raccolta, partecipando attivamente a un modello di consumo più consapevole. Grazie a questa collaborazione con la comunità, il progetto ha già permesso di salvare dalla discarica oltre 2.500 ombrelli. R-Coat è l’esempio brillante di come l’innovazione possa trasformare un rifiuto in una risorsa preziosa, promuovendo un futuro in cui la moda è davvero circolare e responsabile.



















