Nel panorama della sicurezza alimentare europea, l’affidabilità dei dati di laboratorio è un pilastro per la tutela della salute pubblica. In quest’ottica, il Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea ha annunciato lo sviluppo di un nuovo materiale di riferimento certificato (CRM), uno strumento essenziale per migliorare la capacità di rilevamento della cereulide.
Questa iniziativa rappresenta una risposta concreta alla necessità di monitorare con maggiore precisione gli alimenti ad alto contenuto di amido, spesso veicolo di intossicazioni. L’obiettivo è elevare la qualità delle misurazioni analitiche in tutta l’Unione, garantendo una protezione superiore per i consumatori.
La cereulide è una tossina prodotta dal batterio *Bacillus cereus*, responsabile di gravi intossicazioni. La sua pericolosità è legata alla frequente associazione con cibi come riso, pasta e piatti a base di patate, che possono diventare fonte di focolai epidemici.
Un fattore critico è la sua resistenza al calore, che la rende difficilmente eliminabile attraverso i normali processi di cottura. La sfida per la sicurezza alimentare consiste quindi nell’identificare e quantificare con esattezza la sua presenza, anche in matrici complesse, per valutare il rischio reale per la popolazione.
Per affrontare questa esigenza, gli scienziati del JRC hanno messo a punto il materiale ERM®-BD300. Si tratta di un materiale di riferimento a base di riso cotto, concepito specificamente per la valutazione delle prestazioni dei metodi analitici e per il controllo qualità interno dei laboratori.
La scelta del riso non è casuale: gli alimenti amidacei sono i vettori più comuni per le intossicazioni da cereulide. Questo nuovo strumento agisce come un campione di confronto, la cui composizione è nota con estrema precisione.
L’aspetto più innovativo dell’ERM®-BD300 risiede nella concentrazione della tossina al suo interno, che è stata determinata in modo strategico. Il livello è inferiore alla soglia documentata per causare sintomi negli adulti, ma al contempo superiore al limite di quantificazione dei metodi analitici più comuni.
Questo equilibrio perfetto consente ai laboratori di utilizzare il materiale per verificare l’accuratezza delle proprie apparecchiature e procedure. In pratica, funziona come un “righello” di precisione per tarare le analisi chimiche.
Un pilastro fondamentale dell’iniziativa è l’allineamento con lo standard internazionale ISO 18465, che definisce un metodo di laboratorio specifico per la misurazione della cereulide negli alimenti tramite spettrometria di massa.
L’integrazione del nuovo CRM ERM®-BD300 nei protocolli basati su questa norma permette ai laboratori di validare le proprie procedure, assicurando che siano corrette e affidabili. L’uso di standard internazionali e materiali certificati riduce l’incertezza dei risultati e aumenta la fiducia nelle decisioni delle autorità di controllo.
Senza un materiale di confronto certo, i laboratori rischierebbero di produrre dati non omogenei, compromettendo l’efficacia delle politiche di sicurezza alimentare. Il nuovo CRM agisce quindi come un garante della qualità scientifica, assicurando che ogni analisi segua un percorso di validazione rigoroso e riconosciuto a livello internazionale, per un sistema di protezione più forte e coeso.



















