UE: piano per rilanciare i contratti di energia pulita

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Energia rinnovabile
Energia rinnovabile

La Commissione Europea ha avviato un’iniziativa per facilitare la diffusione dei Power Purchase Agreement (PPA), gli accordi di compravendita a lungo termine di energia da fonti rinnovabili. Per raggiungere questo scopo, ha aperto una consultazione pubblica, con scadenza il 20 febbraio 2026, per raccogliere proposte e commenti da parte di cittadini e stakeholder.

Questi contratti sono stati identificati da Bruxelles come uno strumento essenziale per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Unione. La loro importanza risiede in un duplice vantaggio: da un lato, garantiscono un flusso di entrate stabile per i produttori, consentendo di finanziare nuovi impianti per la generazione di energia pulita e accelerando così la decarbonizzazione del continente.

Dall’altro lato, i PPA offrono ai consumatori, in particolare alle aziende dei settori industriale e dei servizi, prezzi dell’energia stabili e prevedibili nel lungo periodo. Questa caratteristica aumenta la loro resilienza contro la volatilità dei mercati e gli shock energetici, come quelli vissuti di recente.

Nonostante il loro potenziale, il mercato europeo dei PPA sta attraversando una fase di debolezza. Dopo un 2023 da record e un 2024 di assestamento, il 2025 ha mostrato una crescita decisamente più contenuta. Secondo le analisi di Pexapark, l’attività contrattuale ha subito una contrazione sia in termini di volume che di numero di accordi siglati.

Nel dettaglio, sono stati firmati 247 PPA nel 2025, circa 70 in meno rispetto all’anno precedente. Anche la capacità totale contrattualizzata ha registrato un calo, scendendo a 13,1 GW dai 15,3 GW del 2024. Gli analisti attribuiscono questa frenata a una combinazione di “fondamentali di mercato più complessi e un comportamento degli acquirenti sempre più selettivo”.

Mentre il comportamento degli acquirenti è dettato dalle dinamiche di mercato, sui fondamentali complessi c’è ampio margine di manovra a livello comunitario e nazionale. È proprio in questo contesto che la legislazione dell’Unione Europea può svolgere un ruolo decisivo. La Commissione ha infatti il mandato di valutare dove persistono gli ostacoli e di guidare gli Stati membri nella loro rimozione.

La valutazione si concentrerà su aspetti chiave che oggi frenano lo sviluppo del mercato. Tra questi figurano le difficoltà di accesso per i piccoli acquirenti, la mancanza di standardizzazione dei contratti che ne complica la negoziazione, e le criticità legate agli accordi transfrontalieri. L’obiettivo finale è fornire nuovi orientamenti ai Paesi membri, aggiornando quelli già pubblicati nel 2022.

La consultazione pubblica è quindi un passaggio cruciale per raccogliere dati e contributi diretti dagli operatori del settore. I destinatari principali sono produttori e sviluppatori di progetti di energia pulita, grandi consumatori di energia, fornitori, gestori dei sistemi elettrici, intermediari di mercato e autorità nazionali di regolazione.

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