UE: stop alla tassa sul carbonio sui fertilizzanti

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Politica agricola
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La Commissione Europea ha presentato un pacchetto di misure mirate a sbloccare la firma dell’accordo di libero scambio con il Mercosur, il mercato comune dell’America Meridionale composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. La mossa principale consiste nella sospensione dei dazi e della tassa sul carbonio applicata alle importazioni di alcuni fertilizzanti.

Questa decisione risponde alle forti pressioni esercitate dal settore agricolo, in particolare da Francia e Italia, che temevano un aumento insostenibile dei costi di produzione. Il Commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, ha confermato che l’Unione Europea rimuoverà le tariffe standard sull’ammoniaca anidra (attualmente al 5,5%) e sull’urea (6,5%).

Inoltre, la Commissione ha annunciato che sosterrà una norma per sospendere temporaneamente l’applicazione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM) proprio su questi prodotti. Questa “tassa sul carbonio”, entrata in vigore a gennaio, è stata una delle principali fonti di preoccupazione per gli agricoltori, che hanno visto i costi dei fertilizzanti aumentare di quasi il 60% rispetto ai livelli del 2020.

“Abbiamo messo a punto un pacchetto mirato senza precedenti”, ha dichiarato Šefčovič, sottolineando la presenza di “salvaguardie rafforzate, reti di sicurezza e controlli rigorosi”. L’obiettivo è garantire che il beneficio economico di questa sospensione arrivi direttamente agli agricoltori europei. La misura potrebbe entrare in vigore già nel 2026, compensando i costi legati al CBAM.

La trattativa sull’accordo commerciale con il Mercosur è da tempo in una fase di stallo. Paesi a forte vocazione industriale come Germania e Spagna spingono per la sua approvazione, vedendone i benefici per le loro esportazioni. Al contrario, nazioni con un importante settore agricolo, come Francia e Italia, si sono opposte temendo la concorrenza di prodotti a basso costo provenienti dal Sud America.

L’opposizione di Roma e Parigi aveva bloccato la firma dell’intesa a dicembre. Per arrivare alla maggioranza qualificata necessaria (15 Paesi Membri, rappresentativi del 65% della popolazione UE), Bruxelles ha dovuto quindi offrire concessioni significative. Oltre allo stop sui fertilizzanti, la Presidente Ursula von der Leyen aveva già promesso l’accesso anticipato a 45 miliardi di euro della prossima Politica Agricola Comune (PAC) a partire dal 2028.

Nonostante l’apertura italiana, la Francia rimane critica e Paesi come Polonia e Ungheria mantengono una forte contrarietà. L’Irlanda, inizialmente scettica, ha invece lasciato intendere di poter sostenere l’accordo dopo queste garanzie.

È fondamentale sottolineare che la sospensione del CBAM riguarderà esclusivamente il settore dei fertilizzanti. Il meccanismo resterà pienamente operativo per tutti gli altri settori coinvolti, come acciaio, cemento, alluminio, elettricità e idrogeno, per i quali la tassa sul carbonio alla frontiera continuerà a essere applicata come previsto.

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