UE: un piano per integrare la cattura del carbonio

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Rimozione carbonio
Rimozione carbonio

Il sistema di scambio di quote di emissioni dell’Unione Europea (ETS) potrebbe presto includere tecnologie per la rimozione attiva di anidride carbonica (CO2) dall’atmosfera. Secondo un nuovo studio del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), questa integrazione consentirebbe di assorbire tra 68 e 86 milioni di tonnellate di CO2 all’anno entro il 2050.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Joule, propone un’integrazione graduale nel sistema ETS. Questo approccio eviterebbe distorsioni del mercato e offrirebbe alle industrie una pianificazione più sicura per gestire le emissioni residue, quelle più difficili da abbattere.

Lo studio si inserisce nel dibattito politico in corso a Bruxelles, dove si discute la futura regolamentazione della rimozione del carbonio. La Commissione Europea dovrà presentare una proposta ufficiale entro il 2026 e questa ricerca scientifica mira a confutare le principali obiezioni, fornendo una base solida per le decisioni future.

L’analisi del PIK ha utilizzato un modello di calcolo (LIMES-EU) e si è focalizzata su due metodi innovativi: la cattura diretta della CO2 dall’aria (Direct Air Capture) e la produzione di bioenergia abbinata alla cattura e allo stoccaggio del carbonio (BECCS).

La proposta offre anche una soluzione concreta per le aziende, preoccupate per l’azzeramento delle quote di emissione previsto per il 2039. Le imprese che attuano la rimozione di CO2 (le cosiddette “emissioni negative”) riceverebbero certificati da rivendere a chi ha ancora emissioni residue. Questo meccanismo, secondo lo studio, farebbe aumentare il prezzo del carbonio fino a circa 400 euro per tonnellata entro il 2050.

Gli investimenti nelle nuove tecnologie di rimozione diventeranno quindi sempre più attraenti, anche se il loro sviluppo dipenderà dalla capacità di ridurre i costi operativi, soprattutto quelli legati alla filtrazione diretta dall’aria.

Per garantire una transizione efficace, i ricercatori raccomandano un approccio graduale in tre fasi. La priorità assoluta resterà la rapida riduzione delle emissioni, assicurando al contempo che l’uso della bioenergia non comprometta la biodiversità e le risorse idriche.

In un primo momento, verranno definiti standard rigorosi di monitoraggio e verifica. Successivamente, i progetti di rimozione entreranno nel sistema di scambio in quantità crescenti. Solo in una terza fase, prevista intorno al 2040, tutte le emissioni e le rimozioni saranno gestite tramite un prezzo unico del carbonio, completando l’integrazione.

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