Uganda: gli scimpanzé adolescenti sono più spericolati

46
Scimpanzé adolescenti
Scimpanzé adolescenti

L’adolescenza è universalmente riconosciuta come una fase della vita complessa, caratterizzata da un’aumentata propensione ad assumere rischi. Numerosi studi hanno già esplorato questa correlazione negli esseri umani, evidenziando come i teenager si avventurino in comportamenti che un bambino non considererebbe.

Un recente studio, pubblicato sulla rivista *iScience* e condotto da un team della University of Michigan, ha rivelato che questa tendenza non è un’esclusiva della nostra specie. Anche gli scimpanzé adolescenti attraversano un periodo di vita ad alto rischio, ma la causa non è di natura ormonale come si potrebbe supporre.

Il gruppo di ricerca si è concentrato sulla locomozione di una popolazione di scimpanzé a Ngogo, nel Parco Nazionale di Kibale in Uganda. Questi primati conducono un’esistenza arborea, che li costringe a spostarsi tra i rami ad altezze considerevoli, con un pericolo costante di cadute anche da decine di metri.

Anni di osservazioni hanno permesso di classificare i loro movimenti. Non tutti gli spostamenti tra gli alberi presentano lo stesso grado di pericolo: alcuni sono relativamente sicuri, altri comportano rischi notevoli.

Per spostarsi nella foresta, gli scimpanzé solitamente saltano da un ramo all’altro. Talvolta, per coprire distanze maggiori tra due alberi, sono costretti a compiere balzi che aumentano significativamente la possibilità di precipitare.

In altre situazioni, adottano una tecnica ancora più audace: si lasciano cadere volontariamente da un ramo per afferrarne uno sottostante al volo o per atterrare direttamente al suolo. Queste manovre non sempre riescono e le cadute rappresentano infatti una delle principali cause di mortalità per la specie.

Gli scienziati hanno quindi analizzato il nesso tra l’età degli individui e la frequenza di questi comportamenti a rischio. Esaminando un campione di circa cento esemplari, con età comprese tra i 2 e i 65 anni, hanno scoperto un dato interessante.

Il periodo in cui questi primati compiono i balzi più arditi coincide con la fase che va dalla tarda infanzia (2-5 anni) fino al termine dell’adolescenza (intorno ai 15 anni). Raggiunta l’età adulta, la propensione al rischio diminuisce progressivamente, fino a far scomparire del tutto i salti più pericolosi dal loro repertorio.

Contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare, la spiegazione non risiede in fattori fisiologici. Secondo gli autori dello studio, non sono gli sbalzi ormonali a spingere i giovani scimpanzé verso il pericolo.

La vera causa è di natura sociale e coincide con la fine del controllo materno. I piccoli di scimpanzé trascorrono i primi anni di vita a stretto contatto con le madri; una volta raggiunta l’indipendenza, iniziano a esplorare i propri limiti e, di conseguenza, ad assumersi maggiori rischi.

L’assunzione di rischi durante la giovinezza si configura quindi come parte integrante di un naturale processo di emancipazione. Un percorso che, secondo i ricercatori, presenta sorprendenti analogie con quello vissuto dagli adolescenti umani.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome