Un libro-inchiesta svela gli allevamenti intensivi

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Allevamenti intensivi
Allevamenti intensivi

Il libro ‘La fabbrica della carne’, edito da il Millimetro, è stato pubblicato il 16 febbraio e presentato ufficialmente a Milano presso l’Auditorium di Radio Popolare. L’opera è il primo lavoro editoriale dell’organizzazione Animal Equality e si propone come un’inchiesta strutturata sul mondo degli allevamenti e dei macelli.

Il testo conduce il lettore all’interno di un sistema produttivo standardizzato, dove gli animali sono spesso considerati mere unità di rendimento. Il racconto si basa su anni di investigazioni sotto copertura, realizzate in Italia e nel mondo da attivisti che hanno documentato le condizioni di vita di centinaia di migliaia di animali in oltre mille strutture.

Queste indagini hanno sollevato interrogativi su pratiche abusive, carenze nei controlli istituzionali e limiti delle normative vigenti sul benessere animale. Il libro non si limita a mostrare cosa accade in questi luoghi, ma analizza in profondità il meccanismo che rende possibili tali condizioni, intrecciando dati, testimonianze e i retroscena di campagne di sensibilizzazione che hanno segnato il dibattito pubblico.

A firmare la prefazione è Peter Singer, professore emerito di bioetica all’Università di Princeton e autore del saggio ‘Liberazione Animale’, testo fondamentale del moderno movimento per i diritti degli animali. Singer ha definito il tema affrontato dal libro “una delle questioni etiche più importanti del nostro tempo”, sottolineando come la maggior parte dei consumatori sia coinvolta in questa “ingiustizia su scala immensa” senza averne piena consapevolezza.

La sua prefazione colloca il volume in una tradizione di pensiero che considera lo sfruttamento animale una questione morale e politica, non solo alimentare. Animal Equality, fondata nel 2006, opera oggi in otto Paesi, tra cui Italia, Spagna, Stati Uniti e India, portando avanti la sua missione a livello globale.

Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, ha spiegato che il libro vuole rivelare i meccanismi spesso opachi dell’industria alimentare. Non è solo un resoconto emotivo, ma uno strumento che integra analisi normative, statistiche e strategie di advocacy. Vengono descritti i rapporti con le istituzioni, le pressioni esercitate sulle aziende per indurle a cambiare le proprie filiere e le campagne di informazione rivolte ai cittadini.

Il messaggio è che rendere visibile ciò che il sistema produttivo tende a nascondere è il primo, fondamentale passo per avviare un cambiamento. Il volume non intende solo denunciare, ma anche proporre una riflessione sul ruolo del consumatore, invitandolo a compiere scelte più consapevoli.

La pubblicazione arriva in un momento cruciale, con il dibattito europeo incentrato sulla revisione delle direttive sul benessere animale, la messa al bando delle gabbie e la trasparenza delle etichette. In Italia, dove il settore agroalimentare ha un peso economico rilevante, la questione si intreccia con interessi complessi.

L’opera racconta anche i successi ottenuti dall’organizzazione, come le modifiche delle pratiche produttive da parte di alcune aziende e i progressi normativi stimolati dalla sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Secondo gli autori, il cambiamento culturale e la pressione dei consumatori sono leve potenti quanto le leggi, e questo libro vuole essere uno strumento per accelerare questa evoluzione.

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