Il Consorzio Melinda ha lanciato una nuova iniziativa turistica per svelare uno dei suoi segreti meglio custoditi: le celle ipogee della Val di Non. Per la prima volta, il pubblico potrà visitare i magazzini sotterranei dove vengono conservate le celebri mele, in un percorso che unisce innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.
L’esperienza condurrà i visitatori nel cuore delle Dolomiti, all’interno della miniera di dolomia di Rio Maggiore. Qui, a circa 300 metri di profondità, sono state ricavate le celle di stoccaggio, trasformando di fatto la miniera in un gigantesco e efficiente frigorifero naturale. Il tour, della durata di circa un’ora e mezza, è stato progettato non come una semplice visita a un sito industriale, ma come un vero e proprio viaggio nel sottosuolo.
L’idea alla base del progetto è tanto semplice quanto geniale: sfruttare le condizioni ambientali uniche della miniera. La bassa temperatura costante e l’impermeabilità della roccia dolomia permettono una conservazione ottimale dei frutti con un impatto ambientale drasticamente ridotto.
I vantaggi sono significativi. Rispetto ai tradizionali magazzini di superficie, queste strutture sotterranee consentono un risparmio energetico del 30% e una notevole riduzione dei consumi idrici. Di conseguenza, anche le emissioni di CO2 sono inferiori, e si elimina completamente la necessità di utilizzare pannelli coibentanti, materiali industriali difficili da smaltire.
L’innovazione del Consorzio non si è fermata alla conservazione. Da pochi mesi è infatti attiva la “Funivia delle mele”, un impianto a fune unico nel suo genere, dedicato esclusivamente al trasporto della frutta dai centri di raccolta ai magazzini. Questa infrastruttura, finanziata in parte con fondi del programma europeo Next Generation EU, è alimentata da fonti rinnovabili.
Il suo funzionamento sfrutta un principio di efficienza energetica: il peso dei carichi di mele in discesa viene utilizzato per generare energia, contribuendo a ridurre ulteriormente il consumo complessivo dell’impianto. Questo sistema ha permesso inoltre di diminuire il traffico di camion sulle strade della valle.
Il punto di accoglienza per queste nuove esperienze è MondoMelinda, il rinnovato centro visitatori a Segno di Predaia (TN). La struttura, pensata come una “casa” per i soci agricoltori e la comunità, funge anche da punto di partenza per scoprire la storia del Consorzio, le varietà di mele e le tradizioni del territorio.
L’iniziativa ha preso il via ufficialmente l’11 aprile e, dopo un primo evento inaugurale, le visite diventeranno un’offerta stabile del turismo locale. “Agricoltura e turismo sono espressioni della stessa identità”, ha affermato Ernesto Seppi, presidente del Consorzio. “Con questo progetto vogliamo offrire un’esperienza autentica, che mostri l’origine di ciò che i consumatori mangiano e il legame profondo tra territorio, comunità e innovazione”.


















