Valogno: un borgo rinasce con l’arte urbana

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Arte urbana
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Lo spopolamento dei piccoli centri rurali rappresenta una delle sfide sociali e ambientali più complesse per l’Italia, con interi ecosistemi umani e culturali che rischiano di scomparire. Eppure, esistono storie di resilienza capaci di invertire questa tendenza. È il caso di Valogno, una piccola frazione di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, che ha trasformato l’arte in uno strumento di sopravvivenza e rinascita.

Fino a pochi anni fa, Valogno sembrava destinato a un lento e inesorabile oblio, un paese di poche anime dove il silenzio stava prendendo il sopravvento. La svolta è arrivata grazie a una scelta personale e coraggiosa, quella di Dora Mesolella e Giovanni Casale. Dopo aver trascorso anni a Roma per lavoro, la coppia ha deciso di tornare alle proprie radici, in quel borgo che li aveva visti crescere.

Il loro ritorno non è stato passivo. Hanno affidato all’artista del territorio Vincenzo Tortolino il compito di decorare la facciata della loro abitazione con un murale. Quella che era nata come un’iniziativa privata è diventata la scintilla che ha innescato una vera e propria rivoluzione cromatica e sociale, contagiando l’intera comunità e dando vita al progetto “Valogno Borgo d’Arte”.

A partire dal 2009, l’idea ha preso forma e si è strutturata. Decine di artisti, richiamati dal passaparola e dal fascino dell’iniziativa, hanno raggiunto Valogno per donare il loro talento. Il progetto si è sviluppato in modo sostenibile, basandosi su un modello di autofinanziamento a cui hanno contribuito non solo gli artisti stessi, ma anche singoli cittadini e associazioni, desiderosi di partecipare attivamente alla valorizzazione del loro territorio.

Oggi, passeggiare per i vicoli di Valogno significa immergersi in una galleria d’arte a cielo aperto. Le facciate delle case, un tempo grigie e segnate dal tempo, sono diventate tele monumentali che raccontano storie, tradizioni e sogni. Le opere non sono semplici decorazioni, ma dialogano profondamente con l’anima del luogo: ritratti degli anziani del paese, scene di vita contadina, simboli legati alla cultura locale. Ogni murale è un frammento di identità collettiva restituito alla comunità.

L’impatto è stato straordinario. Il borgo, che rischiava di diventare un paese fantasma, ha ritrovato una nuova vitalità. L’arte ha attirato un turismo curioso e rispettoso, ha riacceso l’economia locale e, soprattutto, ha rafforzato il senso di appartenenza dei residenti. L’esperienza di Valogno dimostra come la cultura e la bellezza possano diventare motori di rigenerazione comunitaria, offrendo un modello virtuoso e replicabile per tanti altri piccoli centri italiani che lottano contro l’abbandono.

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