Vestiti ristretti: come salvarli dallo spreco

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Spreco tessile
Spreco tessile

L’industria della moda ha un forte impatto ambientale, alimentata da una cultura dello spreco. Ogni anno, milioni di tonnellate di abiti finiscono in discarica. Combattere questo fenomeno inizia anche da piccoli gesti, come decidere di non gettare un maglione rovinato da un lavaggio sbagliato.

È capitato a molti: un errore di temperatura o centrifuga, e il maglione di lana preferito esce infeltrito. La prima reazione è la rassegnazione, pensando di doverlo buttare. Prima di arrendersi, però, esiste un metodo efficace e quasi a costo zero per tentare un recupero che ha ottime probabilità di successo.

Il procedimento è molto semplice. Per prima cosa, si dovrà riempire una bacinella con acqua tiepida, mai calda per non danneggiare ulteriormente il tessuto. Successivamente, si aggiungerà all’acqua un cucchiaio di balsamo per capelli; in alternativa, andrà bene uno shampoo delicato. Bisognerà mescolare bene per far sciogliere il prodotto.

Si immergerà quindi il capo nell’acqua, assicurandosi che sia completamente sommerso, e lo si lascerà in ammollo per circa 30 minuti. Questo tempo è cruciale per permettere al balsamo di agire in profondità sulle fibre.

Trascorso il tempo, si dovrà estrarre l’indumento senza strizzarlo. La procedura corretta consiste nel tamponare l’eccesso d’acqua usando un asciugamano pulito. Ora si passerà alla fase più delicata: si stenderà il capo umido su una superficie piana e si inizierà a ‘tirare’ il tessuto con delicatezza nelle direzioni in cui si è ristretto, cercando di riportarlo alla sua forma originale. Si procederà con pazienza, allargando prima le maniche, poi il busto.

Una volta raggiunta la dimensione desiderata, si lascerà asciugare il capo in posizione orizzontale sulla stessa superficie, per evitare che il peso dell’acqua lo deformi di nuovo.

Il segreto di questo metodo è chimico. I balsami e gli shampoo contengono tensioattivi, sostanze che ‘rilassano’ le fibre tessili, proprio come fanno con i capelli. Rendendo le fibre di lana, cachemire o angora più morbide e flessibili, i tensioattivi ci consentono di allungarle e rimodellarle, recuperando la forma persa durante il lavaggio.

È importante sapere che questa tecnica offre i migliori risultati su fibre naturali di origine animale. Funziona meno bene sul cotone rigido e quasi mai sulle fibre sintetiche come poliestere o acrilico, la cui struttura non reagisce allo stesso modo.

Recuperare un vestito è un atto di consumo consapevole che contrasta la logica dell’usa e getta. Imparare a leggere le etichette e impostare lavaggi corretti resta comunque il primo passo per proteggere i nostri abiti e, di conseguenza, l’ambiente.

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