Vigilanza e clan dei Casalesi, quattro assolti: cade l’accusa di intestazione fittizia

La sentenza, pronunciata nelle scorse ore, riforma sul punto la decisione del Tribunale del primo aprile 2025.

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Verso e i Bidognetti
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PARETE – Cade in Appello l’accusa di intestazione fittizia nell’inchiesta della Dda sui presunti interessi del clan dei Casalesi nel settore della vigilanza privata. La sesta sezione penale della Corte partenopea, presieduta da Antonella Terzi, ha assolto Alessandro Barbieri, Antonio D’Abbronzo, Carlo Verdone ed Enrico Verso dal reato di trasferimento fraudolento di beni, perché il fatto non sussiste. La sentenza, pronunciata nelle scorse ore, riforma sul punto la decisione del Tribunale del primo aprile 2025. Revocata anche la confisca disposta in primo grado, con restituzione dei beni agli aventi diritto.

L’indagine riguardava alcune società di sicurezza che, secondo la Dda, sarebbero state gestite di fatto da Enrico Verso, cognato del collaboratore di giustizia Raffaele Bidognetti, figlio del boss Francesco. Al centro della contestazione c’era un contratto di affitto di ramo d’azienda tra I Pretoriani, amministrata da Barbieri, e la Roma Security, ritenuto fittizio dall’accusa.

Il procedimento ha riguardato anche presunti episodi di corruzione legati al rilascio delle autorizzazioni prefettizie alle società di vigilanza. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro sessanta giorni. Nel collegio difensivo gli avvocati Domenico Della Gatta, Mario Griffo, Alfonso Tatarano, Marcello Ruggiani e Dario Mancini.

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