Violenza sulle donne: la tecnologia per proteggersi

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Prevenzione violenza
Prevenzione violenza

Contro la violenza di genere sono state introdotte soluzioni tecnologiche preventive, pensate per offrire un supporto concreto e immediato a chi si trova in pericolo. Questi sistemi rappresentano un primo argine per contrastare minacce e aggressioni, fornendo alle potenziali vittime canali di aiuto sicuri e rapidi.

L’obiettivo di questi strumenti è duplice: offrire un ascolto qualificato e un sostegno psicologico e, al tempo stesso, garantire un intervento tempestivo delle forze dell’ordine quando la sicurezza personale è a rischio.

Il primo strumento è il numero di pubblica utilità 1522, promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità. Il servizio è gratuito e attivo 24 ore su 24, accessibile da tutta la nazione sia da rete fissa che mobile, garantendo l’assoluto anonimato.

Al telefono rispondono operatrici specializzate, come psicologhe e giuriste, formate per gestire situazioni di criticità. Il loro compito è ascoltare senza giudicare, aiutare a riconoscere i segnali di stalking e fornire informazioni sui centri antiviolenza e i servizi territoriali.

Oltre alla linea telefonica, sono disponibili canali digitali. Sul sito ufficiale del servizio è attiva una chat testuale, pensata per chi non ha la possibilità di parlare liberamente. È stata inoltre sviluppata un’app dedicata, che consente di comunicare in modo discreto e accedere rapidamente alle informazioni di emergenza.

Una novità introdotta da una legge del 2023 è il cosiddetto ‘telefono antistalking’. Questo sistema si applica nei casi in cui un aggressore sia già stato sottoposto a misure restrittive, data l’alta frequenza di recidiva in questi reati.

Il meccanismo si basa su un doppio apparato. All’uomo soggetto al provvedimento viene applicato un braccialetto elettronico con GPS, che ne monitora costantemente la posizione. Alla donna a rischio viene invece consegnato un dispositivo dedicato, collegato a una centrale operativa delle forze dell’ordine.

Se l’aggressore viola la distanza di sicurezza imposta dal giudice (ad esempio, 500 metri), il sistema invia un allarme automatico. La donna può inoltre attivare un allarme manuale se percepisce una minaccia, premendo un pulsante che trasmette la sua posizione e fa scattare l’intervento di una pattuglia. È cruciale sottolineare che questo apparato non è in vendita: la sua assegnazione avviene esclusivamente tramite un provvedimento giudiziario, come parte di una misura cautelare.

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