Decreto dignità, sì ai voucher per il settore turistico. Lo ‘smemorato’ Renzi rinnega se stesso

L'ex segretario del Pd cambia idea sui buoni lavoro e attacca Di Maio: "Nessun cambiamento, solo incertezza"

Matteo Renzi all'assemblea nazionale del Pd
Matteo Renzi all'assemblea nazionale del Pd

ROMA – Sono giorni decisivi per il decreto Dignità voluto da Luigi Di Maio. Le commissioni riunite Finanze e Lavoro della Camera dovrebbero dare infatti il via libera ai buoni lavoro reintrodotti dal leader del Movimento 5 Stelle. Il loro utilizzo sarà però limitato ai soli operatori delle strutture di ricezione turistiche, con un tetto massimo di 8 dipendenti. I voucher saranno destinati a pensionati, studenti, disoccupati e cassaintegrati.

La polemica contro il decreto dignità

Posizione polemica quella presa da Matteo Renzi, che critica l’operato del governo Lega-M5S. L’ex segretario del Pd cambia idea sui buoni lavoro da lui stesso introdotti proprio ora che Luigi Di Maio li ha regolamentati per gli stagionali del settore turistico.
Il decreto Di Maio crea disoccupazione e mette in difficoltà le imprese. È questo il cambiamento?“, chiede Renzi in un’intervista al Sole 24 Ore. Il senatore Pd si mostra inviperito adesso che è il leader pentastellato a decidere le sorti dei “suoi” voucher. Se sotto il suo governo i buoni lavoro costituivano un’ottima idea, ora Renzi sembra aver cambiato idea.

Renzi rinnega se stesso

A me non interessa l’eredità del mio governo a me interessano i posti di lavoro. E Di Maio mette in difficoltà le imprese creando incertezza“, ha detto Matteo Renzi, che torna a difendere la sua riforma del lavoro. “Con il Jobs act non solo sono aumentati gli occupati di oltre un milione, raggiungendo un risultato storico, ma sono anche drasticamente diminuiti del 75% i contenziosi in materia di lavoro che hanno sempre creato problemi e difficoltà alle imprese e agli investimenti per l’occupazione“. Dati che non si vedono nell’economia reale. Ma Renzi è disposto a rinnegare se stesso pur di attaccare i grillini. Contento lui.

La memoria corta dell’ex leader

E’ ironico l’ex leader del Pd, che usa immagini sarcastiche e giochi di parole per deridere i suoi successori. “Dovevano essere il governo del cambiamento e l’unica cosa che cambia è il nome del ministero: quello che si chiamava ministero del Lavoro, ora si chiama ministero della Disoccupazione“, ha detto sarcastico. “C‘è un medico alla Sanità, c’è una soldatessa alla Difesa e Di Maio alla disoccupazioneTutto torna“, conclude Renzi, che prevede che la “pacchia” stia per finire per Salvini e Di Maio. “Con l’estate finirà la luna di miele, dovranno dirci cosa faranno e cosa no“, avverte. Secondo il democratico, evidentemente, era meglio avere una non laureata al ministero dell’Istruzione, giusto per citare qualche esempio. Memoria corta.

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