‘Gara pilotata per Marruzzella’: spunta un altro fronte d’indagine sulla Provincia di Caserta

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Giorgio Magliocca e Pasquale Crisci
Giorgio Magliocca e Pasquale Crisci

CASERTA – Sponsorizzazioni a squadre di calcio “amiche” in cambio di appalti pubblici, posti in Provincia assegnati a chi aveva “i santi in paradiso” e segnalazioni politiche dietro incarichi e affidamenti. Sono alcuni dei temi emersi nelle indagini dei carabinieri di Aversa che hanno coinvolto l’ex presidente della Provincia di Caserta ed ex sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca. L’attività investigativa, tuttavia, avrebbe fatto emergere anche altri possibili sviluppi non ancora cristallizzati in accuse ufficiali. Oltre al presunto sistema di appalti legati alle sponsorizzazioni sportive, infatti, sarebbero emersi anche affidamenti di lavori pubblici veicolati attraverso la Provincia ma non collegati direttamente al circuito delle squadre di calcio oggetto delle contestazioni di corruzione nei confronti di Magliocca.

A indicare questi aspetti alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Pierpaolo Bruni, è stato tra gli altri Pasquale Crisci, vicepresidente della Provincia fino al 2023, quando venne arrestato nell’ambito di un’indagine della Dda sui lavori al cimitero di Santa Maria a Vico (oggi non è più sottoposto a misura cautelare). Nelle sue dichiarazioni agli inquirenti, Crisci avrebbe ricostruito i presunti meccanismi del sistema: dalla disponibilità di fondi in nero messi a disposizione da alcuni imprenditori per episodi corruttivi, al ruolo di tecnici e funzionari che avrebbero consentito il funzionamento del meccanismo, fino ai nomi di imprenditori che, stando a questa ricostruzione, ne avrebbero beneficiato. Tra gli episodi indicati dall’ex vicepresidente della Provincia figura anche una presunta gara pilotata per i lavori di messa in sicurezza della discarica in località Maruzzella, nel territorio di San Tammaro. Si tratta, allo stato, di elementi non inseriti tra le contestazioni formali dell’indagine principale ma comunque al vaglio degli investigatori per eventuali ulteriori approfondimenti.

Elementi utili a confermare o smentire l’impianto accusatorio sono stati cercati anche nelle perquisizioni eseguite nell’ottobre del 2024, quando i carabinieri hanno acquisito documenti, chat, eventuali somme di denaro e ogni altro elemento ritenuto utile alle indagini. Le attività investigative hanno riguardato lo stesso Magliocca, all’epoca presidente della Provincia e sindaco di Pignataro Maggiore, e successivamente anche il consigliere regionale Giovanni Zannini. Le indagini sui due, pur seguendo percorsi diversi, si intrecciano in più punti. Proprio quelle perquisizioni avrebbero contribuito a smuovere le acque e a far emergere nuove dichiarazioni da parte di diversi soggetti, tra dipendenti pubblici e politici, che hanno riferito agli investigatori presunte irregolarità nella gestione degli affidamenti.

L’indagine principale ruota attorno al presunto scambio tra appalti pubblici e sponsorizzazioni sportive. Secondo l’accusa, Magliocca avrebbe indicato ai dirigenti alcune imprese a cui assegnare lavori pubblici, ricevendo in cambio sponsorizzazioni per squadre di calcio legate al suo ambiente familiare. Tra gli episodi contestati figurano anche presunti favori in un concorso pubblico per il figlio di un imprenditore che avrebbe finanziato la squadra juniores del Gladiator. La Procura di Santa Maria Capua Vetere, con i pm Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, aveva chiesto l’arresto di Magliocca e di altri tre indagati: Cosimo Rosato, 58enne di Marcianise, Alfonso Valente, 56enne allenatore di calcio del Vitulazio, e l’imprenditore Gianpaolo Benedetti, 43enne di Quarto. Il gip Daniela Vecchiarelli ha però respinto la richiesta, ritenendo non sussistenti i presupposti per le misure cautelari. La Procura ha quindi presentato appello al Tribunale di Napoli, in funzione di Riesame, chiamato a rivalutare la richiesta di misura cautelare. Proprio oggi prenderà il via l’iter di rivalutazione. Gli indagati restano da considerare innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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