NAPOLI – A Napoli il boato della lamiera contro i corpi ha squarciato la serata, seguito da un silenzio irreale rotto solo dalle grida dei passanti e dalle sirene. Non è stato un semplice incidente quello avvenuto su Corso Garibaldi, ma una tragedia che ha trasformato una delle arterie più vive della città in un cimitero a cielo aperto. Due donne di origini ucraine sono state travolte da un’auto in corsa e uccise sul colpo da un impatto violentissimo, che non ha lasciato spazio nemmeno alla speranza. Erano circa le 19:30, in una strada affollata come sempre, quando un veicolo, secondo le prime testimonianze lanciato a velocità folle, le ha investite mentre attraversavano.
L’impatto è stato devastante: i soccorsi del 118, arrivati insieme ai carabinieri e alla polizia municipale, hanno tentato inutilmente di salvarle. I lenzuoli bianchi sull’asfalto hanno segnato la fine di ogni tentativo, mentre la zona veniva transennata e trasformata in una scena sotto indagine. Il traffico è andato in tilt, paralizzando il centro cittadino e costringendo anche l’Ente Autonomo Volturno a deviare d’urgenza i servizi sostitutivi.
Le indagini hanno portato rapidamente all’arresto dell’automobilista: dai primi accertamenti sarebbe risultato ubriaco e probabilmente anche sotto effetto di sostanze stupefacenti. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza per chiarire la dinamica, dalla velocità del veicolo allo stato del conducente, cercando di capire se si sia trattato di distrazione o di grave incoscienza. Le vittime avevano 52 e 57 anni; la più giovane è morta durante il trasporto all’Ospedale del Mare.
Tra i residenti prevalgono paura e indignazione. Il gruppo social “Fatti di napoletani perbene” ha denunciato pubblicamente la pericolosità della strada, sottolineando come la tragedia fosse annunciata: per mesi, affermano, cittadini e residenti avrebbero segnalato il rischio con esposti e richieste formali, senza ottenere interventi concreti. Secondo i dati della Municipale, infatti, Corso Garibaldi è tra le arterie più pericolose della città. Da qui l’accusa: quando il rischio è noto e documentato, l’assenza di interventi non è più semplice negligenza, ma diventa una responsabilità.


















