Jannik Sinner è arrivato al Foro Italico per disputare gli Internazionali BNL d’Italia, ma le sue prime dichiarazioni hanno spostato l’attenzione dal campo alla politica del tennis. L’atleta altoatesino si è fatto portavoce di un malcontento diffuso nel circuito, affrontando senza mezzi termini la questione dei rapporti tra i giocatori e i quattro tornei del Grande Slam.
“Siamo stati zitti per troppo tempo, è arrivato il momento di parlare”, ha affermato Sinner in conferenza stampa. Il tema centrale è la percezione di una mancanza di rispetto da parte degli organizzatori dei Major, soprattutto sul piano economico. Secondo i tennisti, la quota dei ricavi destinata ai montepremi è sproporzionata rispetto ai profitti generati dagli eventi.
La novità più rilevante emersa dalle sue parole è il fronte comune che si sta creando. “Siamo in un momento in cui uomini e donne sono uniti per chiedere più rispetto”, ha sottolineato, evidenziando una coesione inedita nel mondo del tennis professionistico.
In questo contesto, la parola “boicottaggio” non è più un tabù. “Penso che dobbiamo iniziare da qualche parte. Capirei se qualche giocatore decidesse di boicottare”, ha aggiunto, legittimando per la prima volta in modo così esplicito la forma di protesta più estrema.
Questa presa di posizione si inserisce in un dialogo sempre più teso che va avanti da anni. Associazioni di giocatori indipendenti, nate per tutelare gli interessi degli atleti al di fuori delle strutture tradizionali di ATP e WTA, spingono per una maggiore trasparenza e una più equa distribuzione delle risorse. Le parole di Sinner, una delle figure di spicco della nuova generazione, conferiscono un peso enorme a queste rivendicazioni.
Nonostante la serietà delle questioni politiche, l’azzurro è apparso sereno e fisicamente pronto per la sfida di Roma. Ha raccontato di essersi concesso tre giorni di pausa totale dal tennis, dedicandosi ad altre passioni come il golf e il calcio per ricaricare le energie.
“Mi sento fisicamente bene”, ha rassicurato, rispondendo anche a chi lo descrive come un atleta dedito unicamente al lavoro. “Ci sono tanti momenti in cui faccio quello che mi va, perché voglio anche godermi la vita”.
Questa parentesi di relax è stata fondamentale dopo le fatiche dei tornei precedenti e in vista dei prossimi impegni, con il Roland Garros di Parigi all’orizzonte. Ora l’attenzione si sposterà sul campo, ma il messaggio inviato è stato forte e chiaro: i giocatori non sono più disposti ad accettare passivamente le decisioni dei tornei più prestigiosi.













