Agguato fuori dalla discoteca di Agnano: arrestati due maggiorenni e un minore. L’ombra della camorra sulla sparatoria.

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Operazione della polizia
Operazione della polizia

NAPOLI – Una svolta impressa nella notte, a cinque mesi da una serata di follia e piombo che aveva tinto di sangue l’esterno di una nota discoteca nel quartiere di Agnano. Con un blitz coordinato, la Polizia di Stato ha stretto il cerchio attorno ai presunti responsabili del tentato omicidio di un minorenne, avvenuto lo scorso 2 novembre. Nella serata di ieri, gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito due distinte ordinanze di custodia cautelare, facendo scattare le manette ai polsi di due maggiorenni e di un complice ancora minorenne.

Le accuse, pesantissime, sono di tentato omicidio e porto abusivo di armi in luogo pubblico. A rendere il quadro ancora più inquietante è l’aggravante contestata dalle procure: quella delle modalità mafiose. Un’ipotesi investigativa che suggerisce come dietro a quella che poteva sembrare una banale lite tra giovani si celasse in realtà un’azione punitiva, eseguita con la fredda determinazione e la logica di affermazione tipiche della criminalità organizzata.

I provvedimenti restrittivi, emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli e dal suo omologo del Tribunale per i Minorenni, rappresentano il culmine di un’indagine complessa e meticolosa. A condurla, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura per i Minorenni, sono stati gli specialisti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile partenopea. Per mesi, gli investigatori hanno lavorato nell’ombra per dare un volto e un nome a chi, quella notte, aveva lasciato un ragazzo a terra, crivellato da quattro colpi d’arma da fuoco: due al torace e due alla gamba, un bilancio che solo per un miracolo non si è trasformato in tragedia.

Fondamentale per la ricostruzione della dinamica è stata l’analisi, quasi fotogramma per fotogramma, delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza. Le telecamere, posizionate sia all’esterno del locale che lungo le possibili vie di fuga, hanno immortalato l’agguato in tutta la sua brutalità. Secondo quanto documentato, tutto sarebbe nato da un alterco avvenuto all’interno della discoteca. Una volta all’esterno, la discussione è degenerata in un vero e proprio agguato. Uno degli indagati maggiorenni avrebbe estratto una pistola, esplodendo diversi colpi ad altezza d’uomo contro la vittima.

Subito dopo, è scattata la fuga, pianificata con agghiacciante lucidità. Ad attendere il killer c’era un’auto a noleggio, una scelta non casuale per rendere più complesse le operazioni di tracciamento. Al volante, secondo gli inquirenti, si trovava il secondo complice maggiorenne. Ma il video ha rivelato un terzo attore in questa scena criminale: il minorenne arrestato. Il suo ruolo, apparentemente secondario ma in realtà cruciale per la riuscita del piano, sarebbe stato quello di spalancare la portiera dell’auto al momento giusto, consentendo al complice armato di salire a bordo e dileguarsi in una frazione di secondo, prima che chiunque potesse reagire.

Le indagini proseguono per chiarire il movente esatto della lite e per definire con precisione i contorni e l’eventuale appartenenza dei tre indagati a contesti di criminalità organizzata. Intanto, le autorità giudiziarie precisano che i provvedimenti eseguiti sono misure cautelari emesse in fase di indagini preliminari. I tre giovani, pertanto, sono da considerarsi presunti innocenti fino a una sentenza definitiva di condanna e avranno facoltà di avvalersi dei mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

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