Il periodo successivo alla partita contro il Cagliari ha segnato una svolta per il Milan, non solo sul campo ma anche nella sua comunicazione digitale. In un momento di grande incertezza, con la guida tecnica e dirigenziale azzerate, il club ha adottato una linea di quasi totale silenzio sui propri canali social.
La netta inversione di tendenza è apparsa evidente su Instagram, un profilo da oltre 18 milioni di follower. Dopo il post del 24 maggio con il risultato finale di Milan-Cagliari e la didascalia “No excuses”, la società è stata sommersa da un’ondata di oltre 39.000 commenti, in gran parte critici. Un volume di interazioni anomalo per il profilo, che solitamente viaggia su una media di 1.500-2.000 commenti per post.
Da quel momento, l’attività si è ridotta al minimo indispensabile. Nelle quasi due settimane successive, la società ha pubblicato solo tre contenuti di circostanza: la celebrazione dell’anniversario della Champions League vinta nel 2003 e gli auguri di compleanno a Massimo Ambrosini e al giovane Tijjani Odogu. Una comunicazione rarefatta che evidenzia la difficoltà nel gestire il malcontento.
La situazione su altre piattaforme è stata ancora più eloquente. Su TikTok, l’ultimo contenuto pubblicato risale alla classica foto di squadra prima della partita con il Cagliari, un’immagine che sembra un fermo immagine prima della tempesta. Da allora, il vuoto assoluto.
Su X, dove il Milan può contare su quasi 8 milioni di follower, il social è risultato marginalmente più attivo, seppure il termine sia relativo. I contenuti si sono limitati a sei post, tutti di contorno: gli auguri a Daniele Bonera, Sara Stokic e Laura Giuliani, oltre a quelli già visti su Instagram. Nessun contenuto ha affrontato il presente o il futuro del club.
Infine Facebook, dove il Milan registra i numeri più alti con 29 milioni di fan, ha seguito lo stesso copione. Anche qui solo post dedicati ad auguri e anniversari. Questa prolungata assenza di una narrazione ufficiale non sembra il frutto di una precisa strategia comunicativa, quanto piuttosto un sintomo dello smarrimento generale che vive il club. Il silenzio mediatico appare specchio delle difficoltà sportive e ricostruire una presenza online creativa e coerente si preannuncia una sfida complessa, parallela alla ricostruzione tecnica della squadra.




