
TEL AVIV – Israele apre al dialogo con Beirut, ma non c’è cessate il fuoco in Libano. “Continuiamo a colpire Hezbollah con grande forza e non ci fermeremo finché non avremo ripristinato la vostra sicurezza”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un videomessaggio rivolto agli abitanti del nord di Israele, dopo che il suo ufficio ha annunciato che Israele terrà presto colloqui diretti con il Libano. Netanyahu ha dichiarato che i colloqui diretti con il Libano avranno due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un “accordo di pace storico e duraturo tra Israele e Libano”.
In un’intervista a Nbc News, Donald Trump ha confermato di avere chiesto a Benjamin Netanyahu di mantenere un profilo “più basso” in Libano, mentre gli Stati Uniti cercano di negoziare con l’Iran per porre fine alla guerra. “Ho parlato con Bibi e lui manterrà un profilo basso. Credo semplicemente che dobbiamo essere, per così dire, un po’ più discreti”, ha affermato il presidente americano, aggiungendo di ritenere che Israele stesse “riducendo” le proprie operazioni in Libano. Washington potrebbe essere la sede dei colloqui.
Per quanto riguarda la tregua Usa-Teheran, in base all’accordo di cessate il fuoco, l’Iran consentirà il transito di non più di 15 navi al giorno attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito una fonte iraniana di alto livello all’agenzia russa Tass. L’Iran porterà la gestione dello Stretto di Hormuz “in una nuova fase”. Lo ha affermato la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio riportato dai media di Teheran a 40 giorni dalla morte del padre Ali Khamenei. “Sicuramente pretenderemo il risarcimento per ciascuno dei danni subiti e per il sangue dei nostri martiri”, ha aggiunto.
Una riflessione sulla situazione internazionale a 360 gradi, con un focus sul ruolo della Nato e dell’Unione europea. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita ufficiale a Praga, in conferenza stampa con il presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel, tocca i temi più scottanti. A partire dagli attacchi di Israele contro il Libano, all’indomani della tregua Usa-Iran. “Non posso non ricordare quanto avviene in Medioriente, in questo momento in Libano. Un Paese indipendente con un nuovo presidente e un nuovo governo, che sta procedendo a una stabilizzazione crescente del Paese e anche con un progressivo disarmo di Hezbollah e che è sotto la tempesta di bombardamenti devastanti, come ieri è avvenuto”, afferma il capo dello Stato.
In un momento in cui il ruolo della Nato viene ‘picconato’ dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, Mattarella ricorda che gli Usa e l’Europa “sono per motivi storici, culturali, per valori di convivenza democratica inevitabilmente e indissolubilmente legati e questo legame è nell’interesse di entrambe le sponde dell’Atlantico. Quindi, la Nato è interesse bilaterale e sono convinto che le ragioni storiche si stiano accrescendo e non diminuendo”.
















