Notte di piombo ad Acerra, raid punitivo in scooter: gambizzati due giovani

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Operazione della polizia
Operazione della polizia

ACERRA – Una scia di sangue e paura torna a macchiare le strade del centro cittadino. Nella tarda serata di ieri, venerdì 10 aprile 2026, un agguato in pieno stile camorristico ha rotto il silenzio della notte, lasciando a terra due giovani, entrambi feriti da colpi d’arma da fuoco. Un messaggio chiaro, una “gambizzazione” eseguita con fredda determinazione, che ha fatto ripiombare la comunità nell’incubo della violenza.

L’allarme è scattato quando al pronto soccorso della Clinica dei Fiori si sono presentati due ragazzi, un 25enne (classe 2001) e un 23enne (classe 2003), entrambi residenti in zona. Avevano vistose ferite agli arti inferiori, inequivocabilmente provocate da proiettili. Il personale sanitario ha immediatamente prestato le prime cure e, come da prassi, ha allertato le forze dell’ordine. Sul posto si sono precipitate le volanti del locale Commissariato di Polizia. Fortunatamente, le condizioni dei due feriti, seppur serie, non destano preoccupazione: sono stati ricoverati e non versano in pericolo di vita.

Le indagini, affidate agli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Acerra, sono scattate immediatamente per ricostruire l’esatta dinamica di quello che appare a tutti gli effetti come un raid punitivo. Secondo una prima, frammentaria ricostruzione, basata sulle poche parole raccolte, i due giovani si trovavano nel cuore di Acerra quando sarebbero stati affiancati da un commando. Gli aggressori, almeno due persone a bordo di altrettanti ciclomotori, con i volti forse coperti da caschi integrali per non essere riconosciuti, avrebbero agito in una manciata di secondi. Hanno rallentato, puntato le armi e fatto fuoco, mirando deliberatamente alle gambe delle vittime. Un’esecuzione studiata per ferire, per umiliare, per lanciare un avvertimento, non per uccidere. Subito dopo aver esploso i colpi, i sicari si sono dileguati a tutta velocità, scomparendo nel dedalo di vie circostanti.

Ora è caccia ai responsabili e, soprattutto, al movente. Gli inquirenti stanno lavorando su più fronti, senza escludere alcuna pista. Si scava nel passato e nelle frequentazioni dei due giovani per capire se avessero conti in sospeso, se fossero finiti in qualche giro più grande di loro. L’ipotesi privilegiata è quella di un regolamento di conti maturato negli ambienti della microcriminalità locale, forse legato a uno sgarro nel mondo dello spaccio di stupefacenti o a un debito non onorato. La modalità dell’agguato, con l’uso di scooter e l’azione fulminea, richiama tristemente alla mente le “stese” e le intimidazioni tipiche dei clan.

Un elemento cruciale per le indagini sarà l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona indicata dalle vittime. Gli investigatori sperano di poter ricavare dettagli utili sui mezzi usati per la fuga, sulla fisionomia degli aggressori o sulla loro via di fuga. Parallelamente, si cerca di rompere il muro di omertà. Le vittime, sotto shock e doloranti, saranno nuovamente interrogate nelle prossime ore, nella speranza che possano fornire elementi decisivi per dare un volto e un nome a chi ha premuto il grilletto in quella notte di piombo.

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