Blitz a Casapesenna, smantellata bisca clandestina: 26 denunce e 45mila euro sequestrati. L’ombra del clan sul gioco d’azzardo

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

CASAL DI PRINCIPE – Un fiume di denaro contante, il rumore delle fiches e il fruscio delle carte da gioco nel cuore della notte. Un’atmosfera da film interrotta bruscamente dalle luci blu dei Carabinieri. È questo lo scenario che si sono trovati di fronte i militari dell’Arma durante un’imponente operazione che, nella notte tra il 16 e il 17 aprile, ha inferto un duro colpo al mondo del gioco d’azzardo illegale nell’agro aversano, un settore da sempre considerato uno dei canali di finanziamento privilegiati della criminalità organizzata. Il bilancio finale parla di una bisca clandestina smantellata a Casapesenna, 26 persone denunciate a piede libero e un tesoro di circa 45.000 euro in contanti sequestrato.

L’operazione, definita “ad alto impatto” e coordinata dalla Compagnia Carabinieri di Casal di Principe, ha visto il dispiegamento di un centinaio di militari. Un vero e proprio assedio alla illegalità che ha cinto i comuni di Casapesenna, Villa Literno, Casal di Principe e San Cipriano d’Aversa, territori dove l’influenza del Clan dei Casalesi, sebbene indebolito dai colpi inferti dallo Stato, cerca ancora di far sentire il proprio peso. Le pattuglie hanno presidiato per ore i punti nevralgici, eseguendo controlli a tappeto con l’obiettivo dichiarato di riaffermare la presenza dello Stato e recidere i legami tra malavita e attività illecite.

Il fulcro del blitz è stato un locale apparentemente anonimo in piazza Petrillo, a Casapesenna. Dietro una porta chiusa, i Carabinieri hanno scoperto una vera e propria sala da gioco illegale, perfettamente organizzata per ospitare partite destinate a durare fino all’alba. All’interno, decine di persone sono state sorprese in flagranza, chine sui tavoli verdi, completamente assorte nel gioco. La tensione era palpabile, ma all’irruzione dei militari è subentrato un silenzio carico di sorpresa e rassegnazione.

Al termine delle procedure di identificazione, 26 persone sono state deferite in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria con la pesante accusa di esercizio del gioco d’azzardo. Tra loro spicca la figura di un 28enne del posto, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati al mondo degli stupefacenti. Secondo gli inquirenti, era lui il gestore di fatto del circolo, l’uomo che ne tirava le fila e ne amministrava i cospicui guadagni.

L’ispezione dei locali ha permesso di sequestrare tutto il “kit” del perfetto biscazziere: 15 mazzi di carte napoletane e 3 da poker, una valigetta professionale contenente centinaia di fiches e dadi, e, dettaglio non trascurabile, una serie di documenti contabili che ora sono al vaglio degli investigatori per ricostruire il volume d’affari del circolo e individuare eventuali altre responsabilità. Ma il ritrovamento più significativo è stato senza dubbio quello dei 45.000 euro in contanti, nascosti e pronti per essere “ripuliti”. Una somma ingente, ritenuta il provento diretto dell’attività illecita di poche ore, che dà la misura della redditività di questi circuiti illegali. Il denaro è stato immediatamente sottoposto a sequestro penale.

L’operazione di questa notte non è un episodio isolato, ma si inserisce in una più ampia e costante strategia di contrasto alla criminalità, volta a prosciugare le fonti di reddito dei clan e a restituire sicurezza e legalità ai cittadini. Mentre la Procura valuterà le posizioni dei 26 denunciati, l’azione dell’Arma dei Carabinieri lancia un messaggio inequivocabile: lo Stato non abbassa la guardia e continua a presidiare il territorio per sradicare ogni forma di illegalità.

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