Castel Volturno, in fiamme rimessaggio di barche di 7mila metri quadrati: non è esclusa la pista dolosa

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Capannone in fiamme a Castel Volturno
Capannone in fiamme a Castel Volturno

CASTEL VOLTURNO – Una notte di fuoco, paura e fumo nero che ha avvolto la zona di Pineta Mare (lato terra). Un vasto incendio è divampato tra mercoledì e giovedì all’interno di un capannone adibito al rimessaggio di barche, in via Siracusa, nell’area compresa tra Mobili Prezioso e lo Sporting, l’ex albergo oggi sede di una scuola navale.

Le fiamme hanno interessato una struttura di circa 7mila metri quadrati, di proprietà di imprenditori napoletani, dove erano custodite imbarcazioni e gommoni di varie dimensioni. Quando le prime squadre dei vigili del fuoco sono arrivate sul posto, allertate dalle segnalazioni dei residenti, il rogo aveva già avvolto almeno una decina di barche, alimentato dalla presenza di materiali altamente infiammabili.

Immediato il dispiegamento di forze: sul posto sono intervenute squadre dai distaccamenti di Mondragone, Teano e Aversa, supportate da un carro autoprotettori e da quattro autobotti, tra cui mezzi provenienti anche dal comando di Napoli. Le operazioni sono andate avanti per diverse ore, in condizioni rese difficili dal calore e dalla densità del fumo.

Determinante, oltre al lavoro dei vigili del fuoco, anche il sistema antincendio della vicina azienda Prezioso, che ha contribuito a contenere le fiamme e a evitare che il rogo si propagasse ulteriormente. Grazie all’intervento coordinato, gran parte delle imbarcazioni presenti è stata salvata e, soprattutto, è stato scongiurato il rischio che l’incendio raggiungesse le abitazioni circostanti.

Nonostante ciò, la colonna di fumo sprigionata dal rogo è stata imponente. Il vento di scirocco ha spinto la nube verso il mare, ma una parte delle sostanze sprigionate si è comunque riversata sulle abitazioni della zona, generando forte preoccupazione tra i residenti.

Sul caso è intervenuto anche il Comune di Castel Volturno. Il sindaco Pasquale Marrandino, preso atto della gravità dell’accaduto e delle possibili conseguenze ambientali e sanitarie, ha fatto sapere che l’ente è pronto a costituirsi parte civile qualora si arrivasse a un procedimento penale legato all’incendio.

Non si escludono, nelle prossime ore, verifiche ambientali da parte degli enti competenti per valutare eventuali ricadute sulla qualità dell’aria. Restano da chiarire le cause del rogo. Al momento non si esclude alcuna pista: tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella dolosa. Se dovesse emergere la mano dell’uomo, il pensiero corre inevitabilmente a dinamiche già viste sul territorio, dove incendi e danneggiamenti possono rappresentare strumenti di pressione o intimidazione, finalizzati a colpire attività economiche e poi avvicinare le vittime per richieste estorsive.

Sarà ora il lavoro degli inquirenti, insieme ai rilievi tecnici dei vigili del fuoco al termine della bonifica, a fare piena luce su quanto accaduto in quella che resta, per ora, una delle notti più delicate degli ultimi mesi per il territorio.

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