Caserta, 30 fucili e una dose di cocaina in casa: i dettagli dell’arresto di Luserta

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Antonio Luserta, imprenditore del settore estrattivo
Antonio Luserta, imprenditore del settore estrattivo

Armi detenute illegalmente e una dose di cocaina: è quanto hanno trovato i carabinieri nell’abitazione di Antonio Luserta, 54enne imprenditore legato al mondo delle cave. I militari del Comando provinciale di Caserta avevano bussato alla porta della sua abitazione per un semplice controllo. Ma quella visita ha avuto un epilogo inaspettato: ha portato all’arresto del businessman di Terra di Lavoro. I carabinieri, infatti, hanno individuato nella dimora di Luserta oltre 30 fucili non detenuti correttamente e una dose di droga preparata su un mobile. Le armi sono presumibilmente connesse a una delle sue passioni, la caccia, che spesso lo ha portato a praticarla anche fuori Italia.

Per Luserta, quindi, è scattato l’arresto con la successiva sottoposizione ai domiciliari ordinati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal Tribunale, che però ha disposto il ritorno in libertà per l’uomo d’affari. Ad assistere l’imprenditore casertano è l’avvocato Vincenzo Iorio.

Un inciampo, dunque, per Luserta, che gli è costato l’arresto e una brevissima parentesi ai domiciliari. Le accuse dovranno ora essere esaminate nel processo: Luserta è da considerare innocente fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile.

Si tratta di un personaggio molto noto a Caserta e in provincia, non solo per la sua attività imprenditoriale ma anche per il suo mecenatismo politico. Pur non esponendosi in prima persona, è stato spesso legato ad ambienti politici sostenendo diverse candidature. Negli ultimi anni è stato molto vicino a Giovanni Zannini, consigliere regionale (attualmente sospeso per un’inchiesta per corruzione), ex deluchiano passato nel 2025 in Forza Italia.

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