Pistola carica nel comò, il giallo della commessa insospettabile a Pietramelara

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

PIETRAMELARA (CE) – Un pomeriggio festivo apparentemente tranquillo, quello del 25 aprile, si è trasformato in uno scenario da cronaca nera nel piccolo comune dell’Alto Casertano. Dietro la facciata di una vita ordinaria, quella di una commessa di 48 anni senza alcun precedente penale, si celava un segreto pericoloso: una pistola carica e pronta a sparare, nascosta tra gli effetti personali nella sua camera da letto.

L’operazione dei Carabinieri della Stazione di Pietramelara è scattata poco dopo le 15:30 di ieri. Non un controllo casuale, ma un’azione mirata, frutto di un’attenta e riservata attività info-investigativa condotta d’iniziativa dai militari dell’Arma. Gli indizi raccolti li hanno condotti con sicurezza a un’abitazione specifica del centro, dove hanno bussato per eseguire una perquisizione domiciliare che avrebbe presto svelato una realtà inaspettata.

La tensione è salita una volta entrati nella camera da letto della donna. È bastato aprire un cassetto di un mobile per trovarsi di fronte all’inquietante scoperta. Lì, occultata ma immediatamente accessibile, giaceva una pistola semiautomatica calibro 6.35. L’arma non era semplicemente conservata illegalmente; era in condizioni di massima pericolosità. Nel caricatore monofilare erano inseriti cinque proiettili, e un sesto colpo era già stato camerato, “in canna”, rendendo la pistola pronta all’uso con una semplice pressione sul grilletto. Un dettaglio agghiacciante che solleva interrogativi inquietanti sullo scopo di quell’arma.

La proprietaria di casa, una 48enne originaria della provincia di Caserta, impiegata come commessa e descritta come persona al di sopra di ogni sospetto, non ha potuto fornire alcuna giustificazione plausibile né, tantomeno, esibire un porto d’armi o una denuncia di detenzione. L’arma era a tutti gli effetti un “fantasma”, detenuta in totale clandestinità. Di fronte all’evidenza, per la donna è scattato il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Dovrà rispondere del reato di detenzione abusiva di arma comune da sparo.

Ora il mistero si infittisce. I primi accertamenti tecnici sulla pistola hanno rivelato che non risulta censita in alcuna banca dati né intestata a soggetti conosciuti. Un vero e proprio rompicapo per gli inquirenti, coordinati dall’Autorità Giudiziaria. Da dove proviene quella calibro 6.35? È stata importata illegalmente, è il provento di un furto mai denunciato o, ipotesi ancora più allarmante, è stata utilizzata in passato per commettere reati? Per rispondere a queste domande, l’arma, posta sotto sequestro, sarà sottoposta a specifici esami balistici presso i laboratori specializzati dell’Arma, alla ricerca di impronte o di riscontri con bossoli repertati sulla scena di vecchi crimini irrisolti.

Nel frattempo, i Carabinieri di Pietramelara proseguono le indagini a 360 gradi, cercando di ricostruire la rete di contatti della donna e il motivo per cui una commessa incensurata sentisse la necessità di custodire un’arma pronta al fuoco nel cassetto del comò. Un’operazione che, ancora una volta, sottolinea l’importanza del controllo capillare del territorio come strumento fondamentale per la prevenzione e il contrasto alla circolazione illegale di armi, una minaccia silenziosa per la sicurezza della comunità.

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