NAPOLI – Una notte di controlli a tappeto, un’operazione ad “alto impatto” che ha visto i Carabinieri del Comando Provinciale setacciare la città da un capo all’altro, senza lasciare zone franche. Dal Vomero a Chiaiano, dalle piazze di spaccio di Scampia fino ai vicoli affollati della movida dei “Baretti” di Chiaia, i militari hanno stretto le maglie della legalità, disegnando un quadro complesso e a tratti allarmante della metropoli. Il bilancio finale, datato 2 maggio 2026, parla chiaro: lo Stato c’è e non abbassa la guardia.
L’operazione si è conclusa con un bilancio complessivo di 200 persone identificate e 71 veicoli passati al setaccio. Numeri che testimoniano l’ampiezza del dispiegamento di forze. Tredici persone sono state denunciate a piede libero per reati di varia natura, mentre le sanzioni al codice della strada sono state ben 39, a riprova di una diffusa indisciplina alla guida. Quattro individui, invece, sono stati segnalati alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti, trovati in possesso di dosi per uso personale.
Ma è scavando nei dettagli che emergono gli spaccati più preoccupanti. Sul fronte del lavoro, due imprenditori sono finiti nei guai per aver impiegato manodopera “in nero”. Particolarmente grave il caso di un 44enne, che ora dovrà rispondere davanti alla giustizia non solo dell’irregolarità contrattuale, ma anche dell’impiego del proprio figlio minorenne all’interno della sua attività. Un altro fenomeno endemico, quello dei parcheggiatori abusivi, è stato colpito con sette denunce. Tra questi spicca la figura di un 67enne, ma anche quella di sei napoletani recidivi, già noti alle forze dell’ordine e sanzionati più volte per la stessa condotta illecita, a dimostrazione della pervicacia del problema.
L’aspetto che desta maggiore allarme, tuttavia, è quello legato al possesso di armi, soprattutto tra i più giovani. Durante i controlli, i Carabinieri hanno fermato un ragazzino di appena 12 anni. Nelle sue tasche non c’erano biglie o figurine, ma un coltello con una lama di quindici centimetri. Un fatto di una gravità inaudita che accende un faro inquietante sul disagio giovanile e sulla facilità con cui la violenza entra nel mondo dell’infanzia. Poco distante, un altro uomo è stato denunciato perché trovato in possesso di un coltello a serramanico di 17 centimetri, oltre a 18 grammi di hashish. La cronaca registra anche un episodio di microcriminalità predatoria: una donna di nazionalità peruviana è stata denunciata per tentato furto dopo aver cercato di asportare alcuni capi d’abbigliamento da un esercizio commerciale.
Infine, i controlli hanno colpito duramente anche il fronte della sicurezza alimentare. Insieme a personale specializzato dell’ASL Napoli Centro, i militari hanno ispezionato tre esercizi commerciali nel quartiere Chiaia, cuore della vita notturna. Il risultato è stato desolante: tutti e tre i locali sono stati sanzionati. Il conto totale delle multe supera i 10.000 euro. Ma il dato più impressionante è il maxi-sequestro di ben 215 chilogrammi di alimenti, tra carni, pesce e preparati vari, privi di qualsiasi etichetta o documento che ne attestasse la tracciabilità e la provenienza. Un grave rischio per la salute pubblica, a cui si aggiungono oltre venti prescrizioni per gravi non conformità e carenze igienico-sanitarie. Un’operazione a 360 gradi che ha dimostrato come l’illegalità a Napoli abbia mille volti, dalla strada al ristorante di lusso, e che richiede una risposta altrettanto capillare e costante.

















