L’Inter ha celebrato la conquista del suo 21° scudetto con una festa che si è protratta nella notte. Dopo il tripudio allo stadio al fischio finale, la squadra si è ritrovata per un evento privato all’Hotel Sheraton di Milano, un momento di condivisione tra giocatori, staff tecnico e dirigenza. In questo clima di euforia, un elemento in particolare ha catturato l’attenzione, diventando il simbolo sonoro della vittoria: una canzone specifica che ha fatto da colonna sonora a ogni istante.
I cori e i balli scatenati dei neo campioni d’Italia sono stati infatti accompagnati da un ritmo martellante e ormai inconfondibile: quello di ‘Made in Romania’, un brano del cantante romeno Ionut Cercel. Il suo ritornello orecchiabile, l’ormai celebre ‘Yali Yali’, è diventato un tormentone virale che ha risuonato con forza prima nello spogliatoio di San Siro, poi nelle sale dell’albergo, cementando l’immagine di un gruppo affiatato e capace di festeggiare con spontaneità.
L’adozione di questo inno non ufficiale non è un fatto recente, ma affonda le sue radici in una intuizione di due anni fa. È stato il centrocampista turco Hakan Calhanoglu a proporre per primo la canzone ai compagni, introducendola nello spogliatoio. Quella che poteva sembrare una scelta musicale estemporanea si è trasformata in breve tempo in un vero e proprio rito, quasi un portafortuna che ha scandito la marcia della squadra.
Da allora, la melodia ha consolidato il suo ruolo di collante per il gruppo, suonata nei momenti di preparazione e di celebrazione. Anche durante i recenti festeggiamenti per il titolo, Calhanoglu è stato uno dei più attivi, nonostante un infortunio al polpaccio che lo ha tenuto lontano dal campo. La sua partecipazione entusiasta ha sottolineato il suo ruolo di leader carismatico anche fuori dal rettangolo di gioco.
Il caso ha voluto aggiungere un dettaglio significativo a questa curiosa tradizione musicale. L’ingresso nello staff tecnico di Cristian Chivu, ex difensore nerazzurro e allenatore di nazionalità romena, ha creato una connessione diretta e suggestiva con le origini del brano. Inevitabilmente, Chivu è diventato il protagonista di uno dei momenti più divertenti e condivisi sui social network durante i festeggiamenti.
Un video, diventato immediatamente virale, ha immortalato l’allenatore mentre riceveva un classico ‘gavettone’ dai suoi giocatori, un gesto di affetto e goliardia tipico delle grandi vittorie. La scena, avvenuta nelle viscere dello stadio Meazza, è stata accompagnata proprio dalle note di ‘Made in Romania’, chiudendo un cerchio simbolico e divertente.
In questo modo, un brano popolare portato nello spogliatoio quasi per gioco si è evoluto in un simbolo potente di coesione, allegria e identità, rappresentando lo spirito di un gruppo capace di vincere e divertirsi. Mentre i giocatori si godono il meritato successo in campionato, l’attenzione si sposterà presto sul prossimo obiettivo stagionale: la finale di Coppa Italia del 13 maggio contro la Lazio.









