Scacco alle nuove leve del clan Contini: 6 arresti. A capo del gruppo c’era Patrizio Bosti junior, nipote del boss

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Patrizio Bosti Jr, Giorgio Marasco e Antonio Raia
Patrizio Bosti Jr, Giorgio Marasco e Antonio Raia

NAPOLI – Un duro colpo alle nuove leve del clan Contini. Così un investigatore ha definito l’operazione scattata all’alba di ieri nel quartiere Vasto. Gli agenti della squadra mobile (diretti da Mario Grassia) hanno eseguito un’ordinanza cautelare in carcere per sei persone e il divieto di dimora nella regione Campania per altre tre. Le contestazioni, a vario titolo, sono diverse.

Dagli uffici della questura fanno sapere che alcuni sono indiziati di far parte della associazione a delinquere di stampo camorristico denominata clan Contini, a sua volta confederata unitamente ai clan Mallardo e Licciardi nella cd Alleanza di Secondigliano, altri di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rapina, truffa, furto, minaccia aggravata, lesioni, porto e detenzione di armi da fuoco ed accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti, reati aggravati dalle modalità mafiose o dalla finalità agevolatoria del clan Contini.

Arrestato Patrizio Bosti junior, nipote 22enne omonimo del boss dei Contini. Ieri mattina sono stati fermati anche il 22enne Gennaro Diano, il 22enne Giorgio Marasco, il 21enne Franco Messina, il 21enne Antonio Raia e il 28enne Emanuele Rubino. Nel collegio difensivo, tra gli altri, c’è l’avvocato Nello Sgambato. È stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora in Campania per Mario Serlenga, Gaetano Galiero e Samuele Nicosia. Gli inquirenti fanno sapere che le indagini sono partite da un assalto brutale al ristorante Cala La Pasta in via dei Tribunali, avvenuto il 15 maggio 2022, episodio che ha dato il via a una complessa indagine della Squadra Mobile.

Gli agenti hanno individuato la base logistica del gruppo nell’area dei cosiddetti Porticati, nella zona di San Giovanniello. Questo spazio non era solo un punto di ritrovo – secondo gli investigatori – ma un vero e proprio hub dove sarebbero state nascoste armi da guerra, insieme al munizionamento. Non solo: qui sarebbero state stoccate anche sostanze stupefacenti destinate al mercato locale, e in alcune circostanze indumenti per il travisamento, probabilmente usati durante reati predatori.

Nonostante l’età anagrafica, i membri del gruppo sono ritenuti pienamente organici al clan Contini. A capo della banda figurerebbe Patrizio Bosti junior, descritto dagli inquirenti come soggetto di particolare caratura grazie ai legami di parentela con i vertici del clan, attualmente detenuti in regime di 41-bis. Un nome pesante: Patrizio Bosti è il figlio di Ettore Bosti (quest’ultimo estraneo all’indagine).

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