Bollini racconta Beccalossi, un mito per il calcio

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Cronache sport calcio
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Alberto Bollini, commissario tecnico dell’Italia Under 19, ha ricordato Evaristo Beccalossi, suo capo delegazione dal 2019 e figura iconica del calcio italiano. Per Bollini, l’ex numero 10 dell’Inter è stato prima un mito d’infanzia, esponente di un calcio “romantico-tecnico”, e poi un amico insostituibile con cui ha condiviso un percorso umano e professionale profondo.

Il loro legame, nato in occasione di un raduno in Friuli nel 2019, si è rapidamente evoluto da un rapporto professionale a un’amicizia solida che superava i confini del campo. Bollini ha descritto Beccalossi come una presenza costante, capace di gesti di grande vicinanza, come quando si è presentato a casa sua il giorno della scomparsa della madre del tecnico. Un’amicizia scandita da innumerevoli sigarette, che Bollini chiamava scherzosamente “aerosol”, e da un affetto sincero.

Nel suo ruolo di capo delegazione, Beccalossi ha interpretato l’incarico con uno stile unico: empatico, giocoso e guidato da una bontà d’animo genuina. Non amava la rigidità dei ruoli gerarchici, ma sapeva interagire con lo staff e i giocatori con spontaneità, diventando un punto di riferimento soprattutto per i talenti più estrosi e meno inquadrabili tatticamente.

Tra i tanti momenti condivisi in cinque anni, il ricordo più toccante per Bollini rimane la vittoria all’Europeo Under 19. Vedere Beccalossi, un campione che aveva vissuto emozioni immense nella sua carriera, piangere di gioia per il successo dei ragazzi è un’immagine che il tecnico ha definito indelebile. Un’emozione che ha testimoniato la sua totale dedizione e il legame con la maglia azzurra, protetta da una frase che ripeteva spesso: “Guai a chi mi tocca il mio mister”.

Il racconto di Bollini è ricco di aneddoti che dipingono un ritratto vivido di Beccalossi. Dalla sua nota paura per l’acqua alta e per gli atterraggi in aereo, momenti che il tecnico filmava tra le risate di entrambi, al suo caratteristico “disordine”, come quando a un concerto di Max Pezzali si è presentato al cancello sbagliato. Proprio in quell’occasione, il cantante, grande tifoso interista, si è inginocchiato per lucidargli simbolicamente uno scarpino, un gesto che Bollini ha definito “clamoroso”.

Bollini ha sottolineato come Beccalossi abbia lasciato un’eredità che va oltre i successi sportivi, entrando nel cuore della gente, non solo degli interisti. La sua capacità di unire genialità e semplicità lo ha reso amato da tutti. Secondo il tecnico, se il calcio potrà forse sperare di vedere un giorno un altro talento come lui, nato destro e diventato un funambolo del piede sinistro, a livello umano Evaristo Beccalossi rimarrà invece una figura unica e irripetibile.

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