Petar Sucic ha offerto una prestazione di grande spessore nel match di campionato dell’Inter Primavera contro la Lazio. Chiamato a un compito delicato, quello di sostituire l’esperto Hakan Calhanoglu in cabina di regia, il giovane centrocampista croato ha superato l’esame a pieni voti, dimostrando maturità e una notevole visione di gioco.
La sua partita, disputata in un contesto significativo come l’antipasto della finale di Coppa Italia tra le stesse due formazioni, è stata un concentrato di qualità e quantità. Sucic ha orchestrato le operazioni della squadra con geometrie precise, ha dettato i tempi della manovra nerazzurra e si è distinto per il grande dispendio di energie, correndo più di tutti i suoi compagni.
A coronamento di una prova da leader, il giocatore ha trovato la via del gol con una conclusione di pregevole fattura. Il suo tiro mancino scoccato dal limite dell’area si è insaccato con precisione a pochi centimetri dall’incrocio dei pali, portando a quattro il suo bottino stagionale. Una rete che non solo ha arricchito la sua performance, ma ha anche confermato la sua capacità di essere decisivo in zona offensiva.
Nel post-partita, il tecnico Cristian Chivu ha elogiato pubblicamente il suo giocatore, sottolineandone le doti tecniche e la crescita costante. “Ha giocato una gran partita e segnato un gran gol”, ha dichiarato l’allenatore. “Ha avuto alti e bassi durante la stagione, ma abbiamo un giovane forte e ha dimostrato di saper fare il regista”. Le parole di Chivu certificano la fiducia dell’ambiente nerazzurro nel talento del classe 2003.
La scelta di impiegare il croato in quella posizione è nata da una necessità tattica, data l’indisponibilità di Calhanoglu e la volontà di preservare altri elementi chiave come Zielinski in vista dell’imminente finale. La risposta del campo, tuttavia, è stata talmente positiva da aprire nuove e interessanti prospettive tattiche.
La duttilità è una delle doti più preziose di Sucic, che nel corso della sua prima stagione in nerazzurro ha già ricoperto diversi ruoli, dalla mezzala al trequartista. Questa sua capacità di adattamento potrà trasformarsi in un fattore determinante per garantirgli un minutaggio sempre maggiore e consolidare il suo percorso di crescita nel calcio italiano. Il suo presente è già luminoso e la sua performance da regista ne è la prova più recente e convincente.





